Simone Cristicchi a Sanremo 2013: scheda e testi delle canzoni

Simone Cristicchi al Festival di Sanremo 2013 con le due canzoni Mi manchi e La prima volta che sono morto

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    È una relazione d’amore e odio quella fra il Festival di Sanremo e Simone Cristicchi. Il cantautore romano è riuscito a imporsi dopo essere stato eliminato ben due volte di seguito. Poco male, visto che grazie alla sua bellissima Ti regalerò una rosa ha vinto la kermesse canora nel 2007. La canzone dedicata alla sua esperienza come volontario in un centro d’igiene mentale di Roma. Molti lo conoscono soprattutto per il suo tormentone (involontario) Vorrei cantare come Biagio Antonacci che ha lanciato la sua carriera. All’Ariston canterà: Mi manchi e La prima volta (che sono morto) dedicata al nonno che partecipò alla tragica ritirata di Stalingrado.

    Nato a Roma nel 1977, Simone Cristicchi è “romano de Roma”, la sua famiglia ha vissuto in parte a Trastevere e a Monti, due dei rioni più belli della Capitale. Il cantautore romano ha una passione per i fumetti: allievo di Jacovitti, Simone rinuncia ad andare a lavorare come fumettista a Tiramolla. Si iscrive alla facoltà di Storia dell’Arte senza però laurearsi: nel 1998 vince il concorso nazionale dei cantautori con il brano L’uomo dei bottoni. Nel 2000 lancia nel Web il brano Prete che è molto discusso per le sue tematiche “vicine” al Vaticano. Nel 2002 tenta per la prima volta di andare al Festival, nel programma Destinazione Sanremo porta il suo brano Leggere attentamente le istruzioni, viene eliminato. Stessa sorte nel 2003, Tony Renis decide di eliminare il brano del romano Studentesse universitarie.

    Nel 2005 la svolta involontaria. Il brano Vorrei cantare come Biagio Antonacci diventa un tormentone estivo, nel testo della canzone il romano si auspica di essere in tutto e per tutto uguale al collega milanese. Cristicchi definisce il successo di questa canzone come involontario perché per il cantautore questo testo doveva essere una sorta di denuncia delle difficoltà che vivono quotidianamente i cantanti e chi sceglie questo mestiere. Il tormentone gli apre comunque le porte dell’Ariston, nel 2006 partecipa nella sezione Giovani. Al 56esimo Festival di Sanremo canta un suo brano, Che bella gente, dedicato a Mia Martini. Nella canzone viene citato un alter ego femminile di Simone Cristicchi, Simona Cipollone. Arriva secondo e l’anno dopo si ripresenta al Festival. Il 2007 è l’anno della consacrazione, Simone Cristicchi vince il 57esimo Festival di Sanremo con la bellissima Ti regalerò una rosa. Il brano è ispirato ad alcuni “matti” e soprattutto all’esperienza come volontario nei Centri d’igiene mentale che Cristicchi aveva fatto da giovane. Anche se a detta del romano, la canzone è stata scritta dopo aver visitato il manicomio di Girifalco. Nello stesso anno, il romano scrive un libro Centro di igiene mentale – Un cantastorie in mezzo ai matti. Nel 2008 torna all’Ariston ma per cantare in duetto in coppia con Frankie HI-NRG. Ci riprova sul palco dell’Ariston nel 2009 con il brano Meno male, ma non arriva alla fase finale.

    Teatro, libri e radio per Cristicchi in questi ultimi due anni. Un suo brano, Genova Brucia, vince il premio Amnesty. Nel 2011 porta in teatro Li romani di Russia e l’anno dopo dirige la sua prima pièce, Mio nonno è morto in guerra. Anche La prima volta (che sono morto) è dedicato al nonno che partecipò alla battaglia di Stalingrado. Firma la sua prima colonna sonora nel settembre del 2011 e nel dicembre dello stesso anno canta la sigla italiana del cartone animato Il piccolo principe

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    Mi manchi

    di S. Cristicchi – F. Di Salvo -R. Pacco

    Mi manchi

    Come manca il mare a un’isola

    Come ad un bottone l’asola

    Come un mese a un calendario

    E a un teatro il suo sipario

    A una suora il suo rosario

    Come le ali a un aeroplano

    L’altalena a un bambino

    La sua patria a un emigrato

    Mi manchi Come l’ago in un pagliaio

    Allo Yeti il suo ghiacciaio

    Come il vento agli aquiloni

    Come il cacio ai maccheroni

    E la la penna ad un notaio

    Come manca un pesca all’amo

    Come a volte manca il fiato

    E a me dirti che ti amo

    Lo nasconderò

    Questo nostro amore

    Perchè tu non lo veda

    Perchè tu non ci creda

    Quando ti dirò che ti amo ancora

    E che mi manchi…

    Mi manchi

    Come le radici a un albero

    Come il campo ad un trattore

    Come al lampo manca il tuono

    E al peccato il suo perdono

    Al mercato il suo frastuono

    Al ciclista la discesa

    A un altare la sua chiesa

    Ed a Dio la mia preghiera

    Lo nasconderò

    Questo nostro amore

    Perchè tu non lo veda

    Perchè tu non ci creda

    Quando ti dirò che ti amo ancora

    Che ti amo ancora…

    E che mi manchi…

    Mi manchi

    Come tela ad un pittore

    Come adesso le parole

    Come a me manca il tuo amore.

    La prima volta (che sono morto)

    di S. Cristicchi – L. Pari – S. Cristicchi

    La prima volta che sono morto

    Non me ne sono nemmeno accorto

    Mi ero distratto solo un secondo

    L’attimo dopo ero già sepolto

    La prima volta che sono morto

    Ho immaginato fosse uno scherzo

    Mi sentivo abbastanza tranquillo

    Ma dopo tre giorni non sono risorto

    E’ successo così all’improvviso lo scorso sabato mattina

    Il mio cuore ha cessato di battere mentre giocavo la schedina

    Sono atterrato sul pavimento come da un platano cadon le foglie

    Non ho nemmeno avuto il tempo di dare un ultimo bacio a mia moglie

    L’ambulanza è arrivata in ritardo quando non c’era più niente da fare

    Solo chiamare le pompe funebri e organizzare il mio funerale

    Poi prenotare la chiesa, avvisare i parenti, scrivere il necrologio

    Qualcuno mi ha tolto il pigiama, infilato il completo… Quello del matrimonio

    La prima volta che sono morto

    Non me ne sono nemmeno accorto

    Mi ero distratto solo un secondo

    L’attimo dopo ero già sepolto

    La prima volta che sono morto

    Ho immaginato fosse uno scherzo

    Mi sentivo abbastanza tranquillo

    Ma dopo tre giorni non sono risorto

    E’ così che sono finito in quello che chiamano “sonno eterno”

    Non è vero che c’è il paradiso, il purgatorio e nemmeno l’inferno

    Sembra più una scuola serale, tipo un corso di aggiornamento

    Dove si impara ad amare la vita ogni singolo momento

    Il pomeriggio passeggio con Chaplin poi gioco a briscola con pertini

    E stasera si va tutti al cinema c’è il nuovo film di Pasolini

    Ieri per casdo ho incontrato mio nonno che un tempo ha fatto il partigiano

    Mi ha chiesto “L’avete cambiato il mondo?”

    Nonno dai…lascia stare… ti offro un gelato

    La prima volta che sono morto

    Non me ne sono nemmeno accorto

    Ma ho realizzato dopo un secondo

    Che si sta meglio nell’altro mondo

    Ma se dovessi rinascere ancora

    Cosa mi importa del destino

    Cambierei sulla tomba la foto

    Con quella faccia da cretino

    Certo mi ero visto un po’ pallido, pensavo fosse il neon dello specchio

    Il dottore me l’aveva detto: “fumi meno… pochi alcolici”

    E chi fumava… ero pure astemio… certo un po’ di sport in più meno televisione

    Quante cose avrei voluto fare che non ho fatto…

    Parlare di più con mio figlio…

    Girare il mondo conmia moglie…

    Lasciare quel posto alla Regione e vivere finalmente su un’isola…

    … E vabbè sarà per la prossima volta.