Sigle cartoni animati: le più belle di tutti i tempi

Sigle cartoni animati: le più belle di tutti i tempi, almeno secondo noi

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    sigle dei cartoni animati

    Ci voleva un post sulle sigle dei cartoni animati più belle di tutti i tempi: data l’età di chi scrive, la ‘classifica’ vedrà un assoluto predominio delle sigle dei cartoni animati anni ’80, da Candy Candy a Lady Oscar, da Goldrake a L’Uomo Tigre, e per fortuna YouTube offre ai nostalgici materiale per rinfrescarsi la memoria. Alcuni di questi titoli, ormai, possono essere rivisti solo online, magari su Torrent, visto che ormai i diritti per l’Italia non li possiede più nessuno. Noi proponiamo un elenco delle più belle sigle di cartoni animati; voi, ovviamente, segnalateci le vostre preferite.

    Lungi dal voler essere una classifica, vi presentiamo in basso alcune delle sigle di cartoni animati più belle di tutti i tempi, almeno a nostro modestissimo parere. L’elenco sarà certo lacunoso e condizionato dall’età e dai gusti, per cui nessuno si senta (per favore) offeso dall’eventuale mancanza della propria sigla del cuore. Diciamo che questo post vuol essere un viaggio nei cartoni animati anni ’80, quelli che hanno segnato la nostra ‘storia personale’, cartoni che spesso – causa problemi irrisolti di diritti – è possibile rimediare solo facendo una bella ricerca con chiave ‘cartoni animati’ via Torrent o altri sistemi di download (non proprio legali, purtroppo).

    Ma per fortuna per stilare questa lista di indimenticabili video sigle di cartoni animati ci aiuta YouTube: l’ordine delle sigle è rigorosamente cronologico (in base alla messa in onda italiana) e, in caso di contemporaneità, alfabetico.

    Pronti per viaggiare nel tempo?

    George della Giungla (anni ’70)

    Per pochi, sparuti, estimatori: la prima serie di George della Giungla è stata realizzata alla fine degli anni ’60 dalla Jay Ward Productions e dalla ABC. 17 episodi da 24’, trasmessi in Italia, sul Primo Canale, sul finire degli anni ’70, con la sigla – davvero indimenticabile – scritta da Vito Tommaso e cantata dai Minirobots. Ne è stata recentemente realizzata una versione aggiornata, prodotta da Classic Media, Studio B Productions e Teletoon Canada, andata in onda tra il 2007 e il 2008 su Boomerang. E a conferma del gran successo che la serie originale ebbe all’epoca, George della Giungla è diventato anche un film della Walt Disney uscito nel 1997. Quasi ogni decennio ha avuto il suo George… ma noi siamo (ovviamente) affezionati al primo.

    Barbapapà (1976)

    Sono tornati in auge grazie a una nuova serie, ma la prima stagione animata dei Barbapapà è datata 1974: si tratta di una serie a fumetti creata da Annette Tison e Talus Taylor, pubblicata in Francia nel 1970 e poi trasposta in anime dai giapponesi nel 1974. 150 episodi da 5’ che sono arrivati in Italia sul Secondo Canale nel 1976, precisamente il 13 gennaio, riscontrando un successo mai interrotto che li ha riportati ultimamente sul piccolo schermo negli ultimi anni. Di fatto è stato il primo anime giapponese ad essere trasmesso nel nostro Paese. La sigla Ecco arrivare i Barbapapà, vede la partecipazione di Claudio Lippi e Orietta Berti, doppiatori peraltro dei personaggi della serie. La curiosità maggiore, però, riguarda l’autore dei testi: fu Roberto Vecchioni a tradurre la colonna sonora in italiano e a interpretare alcuni pezzi (usciti in un LP) col gruppo Le Mele Verdi.

    Goldrake (1978)

    UFO Robot Goldrake è un anime televisivo di 74 episodi, prodotto dalla Toei Animation dal 1975 al 1977, tratto da un soggetto di Gō Nagai, già autore dell’omonimo manga nel 1973. È stata la prima serie giapponese mecha (ovvero a base di robot) importata in Italia, dove venne originariamente trasmessa con il nome di Atlas UFO Robot nell’ambito del programma Buonasera con… sulla Rete 2, dal 4 aprile 1978 al 1980. Non furono però mai doppiati, né trasmessi, tre episodi (il 15, il 59 e il 71). In realtà Goldrake era la terza parte di una trilogia con Mazinga Z e Grande Mazinga che però furono trasmesse dopo: il senso complessivo della storia, quindi, fu irrimediabilmente perso. Il successo fu comunque straordinario, tanto che il 45 giri con le sigle della prima serie, Ufo Robot/Shooting star (di Luigi Albertelli, Vince Tempera e Alberto Tadini, nascosti dietro lo pseudonimo Actarus), fu disco d’oro, superando il milione di copie vendute.

    Heidi (1978)

    Tratto dall’omonimo romanzo per ragazzi della scrittrice svizzera Johanna Spyri, Heidi è una co-produzione nippo-tedesca (Zuiyo Eizo-Taurus Film) del 1974, ma andò in onda in Italia per la prima volta sul Primo Canale (ora RaiUno) dal 7 febbraio al 6 giugno 1978, per un totale di 52 puntate da 25’ ciascuna. La sigla, veramente indimenticabile, è cantata da Elisabetta Viviani e per fortuna non è stata mai cambiata. Frequenti le repliche per questo anime che ha fatto la storia del genere grazie a un plot che ha avuto anche numerosi adattamenti cinematografici e televisivi. Ma per intere generazioni – e ancora oggi – Heidi ha le guanciotte rosa disegnate da Yoichi Otabe.

    L’Ape Maia (1979)

    Anime co-prodotto nel 1975 dalla Nippon Animation e dalla austro-tedesca Apollo Film e tratto dai romanzi dello scrittore tedesco Waldemar Bonsels, L’Ape Maia conta 52 episodi per 22’ trasmessi per la prima volta in Italia dal Primo Canale nel 1979. Ben tre le sigle, tutte memorabili e tutte cantate da Katia Svizzero: L’Apemaia (testo di Danilo Ciotti (Dancio), musica di Marcello Marrocchi, arrangiamento di Gianni Mazza); L’Apemaia va, sigla d’apertura delle successive repliche (testo di Luigi Albertelli, musica e arrangiamento di Popi Fabrizio) e L’Apemaia in concerto (testo di Enrico Vanzina, arrangiamento di Gianni Mazza) che faceva da sigla di chiusura e che abbiamo scelto di mostrarvi.

    Capitan Harlock (1979)

    Tratta da un manga di fantascienza creato da Leiji Matsumoto nel 1976, la serie di Capitan Harlock è stata prodotta nel 1978 dalla Toei Animation. 42 episodi da 24’ trasmessi per la prima volta in Italia nel 1979, sul Secondo Canale che hanno affascinato maschietti e femminucce grazie al magnetismo di un personaggio rimasto nella memoria dei 30/40enni: un pirata dello spazio che attraversa le galassie con la sua Arcadia, avvolto nel suo mantello nero e segnato da una profonda cicatrice sul viso che ha fatto battere il cuore di tante bimbe. La sigla è di Luigi Albertelli (testo) e Vince Tempera (musica e arrangiamento).

    Jeeg, Robot d’Accaio (1979)

    Anime televisivo (46×22’) prodotto dalla Toei Animation nel 1975 su soggetto di Go Nagai, fu trasmesso in Italia per la prima volta nel 1979. La sigla italiana di Jeeg fu realizzata e cantata da Roberto Fogu, in arte Fogus, utilizzando la base della sigla iniziale giapponese scritta da Michiaki Watanabe, resa monofonica e migliorata con l’aggiunta di uno strumento, il minimoog, i cui suoni sono stati ideati e sovrapposti sulla base giapponese originale dal musicista Carlo Maria Cordio. L’attribuzione della voce a un 17enne Piero Pelù è una leggenda metropolitana.

    Le Avventure di Lupin III (1979)

    Storico cartoon che non conosce oblio, Le Avventure di Lupin III ha avuto diverse stagioni e vari rimaneggiamenti che si riflettono anche sulla sue sigle. La sigla italiana della prima serie è Planet O (RCA, 1979), scritta da N. Cohen (testo) e S. Woods / F. Safi (musica), cantata da Daisy Daze and the Bumble Bees; la seconda è forse la più amata (ed è quella che vi mostriamo in alto) e s’intitola semplicemente Lupin (RCA, 1982, testo di Franco Migliacci, musica di Franco Micalizzi, voce Irene Vioni), ma è nota anche come Lupin (fisarmonica), La sigla italiana della terza serie, Lupin, l’incorreggibile Lupin, è interpretata da Enzo Draghi, composta da Carmelo Carucci e Alessandra Valeri Manera.

    Anna dai Capelli Rossi (1980)

    Prodotta dalla Nippon Animation in 50 episodi nel 1979 e trasmessa dalla Fuji TV a partire da gennaio 1979, la serie è adattata dall’omonimo romanzo (in parte autobiografico) della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery. La serie è giunta in Italia il 20 ottobre 1980 sul Primo Canale. La sigla, scritta da Luigi Albertelli con musica e arrangiamento di Vince Tempera, è cantata da I Ragazzi dai Capelli Rossi e da Paola Orlandi (coro). In molti hanno sempre considerato la sigla di Anna dai Capelli Rossi ‘plagiata’ dalla canzone Rivers of Babylon dei Melodians, reso famoso dai Boney M nel 1977, ma Vince Tempera ha invece ‘confessato’ di essersi ispirato a Bandiera rossa.

    Candy Candy (1980)

    Origine letteraria anche per Candy Candy: la serie, infatti, nasce dal romanzo di Keiko Nagita (nota come Kyoko Mizuki) pubblicato nel 1975. Il romanzo divenne poi un manga pubblicato sulla rivista mensile Nakayoshi dall’aprile 1975 al marzo 1979 e il suo immediato successo spinse la Toei Animation a trasporlo in un anime di 115 episodi che andarono in onda dal 1º ottobre 1976 al 2 febbraio 1979 sulla Asahi TV. In Italia Candy Candy è arrivata nel 1980, ma da tempo non è più riproposta a causa di una questione ereditaria sui diritti non ancora risolta. In alto la sigla, cantata dai Rocking Horse.

    Daitarn 3 (1980)

    Altro anime mecha prodotto dalla Sunrise e creata da Yoshiyuki Tomino, è composto da 40 puntate da 22’, andato in onda per la prima volta in Giappone nel 1978, ma arrivato in Italia nel 1980. La sigla italiana porta la firma di Luigi Albertelli e Vince Tempera e le voci de I Micronauti, nei quali militava Marco Ferradini, il cantante di Teorema (“Prendi una donna, trattala male…“).

    Gakeen, Magnetico Robot (1980)

    Una delle più belle sigle di cartoni animati di sempre, ci sia concesso! Gakeen è una serie animata del 1976 in 39 episodi, arrivata in Italia nel 1980. Da noi, però, non sono mai andati in onda gli ultimi 13 episodi, recuperati dalla serie in vhs della Yamato Video pubblicata tra il 1999 e il 2002. La sigla è di Vito Tommaso, cantata dai MiniRobot

    Bia, La Sfida della Magia (1981)

    Solo pochi, probabilmente, si ricorderanno di Bia, anime dalla Toei Animation realizzato in Giappone nel 1974 e trasmesso in Italia per la prima volta nel marzo del 1981 sul Secondo Canale (oggi RaiDue). La serie è composta da 72 puntate da 25’, di cui però in Italia sono stati trasmessi solo 64: gli altri otto non sono mai stati doppiati forse perché trattavano temi come il suicidio e la violenza. Del resto la storia della censura degli anime giapponesi in Italia è lunga e ricca di episodi (basti pensare a Georgie o Lady Oscar). La sigla è stata scritta e cantata da Andrea Lo Vecchio e i Piccoli Stregoni.

    Capitan Futuro (1981)

    Prodotta dalla Toei Animation nel 1978 e ispirata al celebre personaggio di Edmund Hamilton, Capitan Futuro è composta da 13 miniserie da quattro episodi ciascuna per un totale di 52 episodi da 30’. Fu trasmessa per la prima volta in Italia nel febbraio 1981dal Primo Canale. La sigla è cantata dai Micronauti.

    Mimì e la Nazionale di Pallavolo (1981)

    L’anime è stato prodotto nel 1969 dalla Tokyo Movie Shinsha, con la regia di Okabe Eiji e Kurokawa Fumio. La serie, tratta dal manga di Urano Chikako, si compone di 104 episodi da 24’ e si conclude con Mimì che si avvia verso le Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972. In Italia è andata in onda a partire dal 1981 in una prima tranche da 26 episodi con il titolo Quella magnifica dozzina – in cui la protagonista veniva chiamata solo col cognome Ayuhara – e una seconda con il titolo di Mimì e la Nazionale di Pallavolo nella quale la protagonista conquista anche il nome di battesimo (da non confondere con Mimì e le ragazze della pallavolo, protagonista Mimì Miceri, trasmessa in Giappone dal 4 Aprile 1977 al 5 Settembre 1977 e in Italia dal 9 settembre 1982 su Italia 1). In realtà tutte le riproposizioni della serie partono dal 27mo episodio (Inizia l’avventura), omettendo tutta la parte che vede Mimì e le sue compagne alle prese con la pallavolo durante gli anni del ginnasio. La sigla, La Fantastica Mimì, è cantata da Georgia Lepore.

    Lady Oscar (1982)

    Realizzata dalla giapponese Tokyo Movie Shinsha nel 1979, Lady Oscar (40×25’) fu trasmessa per la prima volta dalla rete giapponese NTV tra il 1979 e il 1980 rivelandosi un flop clamoroso. In Italia giunse nel 1982 registrando, invece, un successo straordinario, che continua ancora oggi. In Giappone, invece, solo una replica nel 1986, favorita dal traino di Saint Seiya (I Cavalieri dello zodiaco), firmata sempre da Shingo Araki, permise a Berusaiyu no Bara di ottenere un certo riscontro. Ovviamente vi presentiamo la sigla originale, Lady Oscar, composta e cantata da I cavalieri del re di Riccardo Zara, che entrò anche nelle hit parade.

    I Puffi (1982)

    Molte le sigle prodotte de I Puffi, che sbarcarono in Italia come serie tv nel 1982 su Canale 5, ma che si erano fatti conoscere come fumetto con alterne fortune. In basso vi proponiamo La Canzone dei Puffi, scritta da Alessandra Valeri Manera su musica di Victor Szell e con la voce di Cristina D’Avena.

    L’Uomo Tigre (1982)

    Lunga la storia dell’Uomo Tigre, noto anche come Tigerman, trasmesso per la prima volta in Giappone dal 2 ottobre 1969 al 30 settembre 1971: 105 episodi da 22’ realizzata dalla Toei Animation,arrivata in Italia solo a partire dal 1982. La sigla tv italiana, L’Uomo tigre è cantata da I Cavalieri del Re, gli stessi di Lady Oscar.

    Carletto, Il Principe dei Mostri (1983)

    Anime giapponese tratto dall’omonimo manga di Fujiko Fujio, autore anche di Doraemon. La prima serie del 1968 è composta da 50 episodi, mentre la seconda, del 1980, da 188 episodi di 10′. In Italia la serie è stata trasmessa per la prima volta da Italia 1 nel 1983 per un totale di 104 episodi. Due le sigle da ricordare, sia quella di apertura, Carletto, principe dei mostri, che quella di chiusura, Che paura mi fa, forse la più famosa e più amata (e che vi proponiamo nel video), cantate entrambe da I Mostriciattoli.

    Georgie (1983)

    Tra le serie più censurate nel nostro Paese, Lady Georgie (questo il titolo originale) è stata trasmessa in Giappone nel 1983 ed è approdata con i suoi 45 episodi su Italia 1 nel 1984. La sigla Georgie è cantata da Cristina D’Avena.

    Lamù, La Ragazza dello Spazio (1983)

    Altra serie cult tra i cartoni animati anni ’80, Lamù è stata prodotta da Kitty Films, Studio Pierrot e Fuji Television e trasmessa in 195 episodi tra il 1981 e il 1986. I primi 86 episodi furono trasmessi in Italia dall’autunno del 1983 fino al 1985; dall’inverno del 1988 vennero trasmessi altri 43 episodi col titolo Superlamù e un doppiaggio diverso. Resta un mistero chi abbia composto e cantato la sigla originale: probabilmente gli autori vanno ricercati tra i responsabili di Telecapri, tra le prime emittenti locali a trasmetterla, ma la questione non è stata mai chiarita.

    C’era una volta… Pollon (1984)

    Cartone animato cult degli anni ’80, tratto dal manga di Azuma Hideo pubblicato nel 1977, Olympus no Pollon si compone di 46 episodi da 30’ trasmessi tra il 1982 e il 1983 e prodotti da Fuji Television. La serie è stata trasmessa per la prima volta nel 1984 all’interno di Bim Bum Bam. La sigla Pollon Pollon combinaguai è cantata da Cristina D’Avena.

    Mila e Shiro, Due Cuori nella Pallavolo (1986)

    Chiudiamo con Mila e Shiro, altro cult che in Italia è stato presentato come una sorta di spin-off di Mimì e la Nazionale di Pallavolo: solo da noi, infatti, la protagonista Mila Hazuki è stata presentata come la ‘cugina’ di Mimì Ayuhara, quasi a voler dare una connotazione ‘seria’ e credibile a una serie piuttosto ironica e leggera, soprattutto se confrontata con quella degli anni ’60, più cupa e severa. Prodotta dalla Knack Productions in 58 episodi da 24’, è stata trasmessa in Giappone dal 13 aprile 1984 al 21 giugno 1985 col titolo di Attacker YOU! (nell’originale la protagonista si chiama Yu). È arrivata in italia nel marzo del 1986, con sigla cantata da Cristina D’Avena.

    Lo sappiamo, starete fumando di rabbia perché non abbiamo messo Mazinga, Sampei, Creamy, Magica Emi, Gigi la Trottola, I Cavalieri dello Zodiaco, Occhi di Gatto, Sailor Moon, Kiss Me Licia, Hello Spank, Dragon Ball, etc etc, ma un post non basta per ricostruire la storia dei cartoni animati anni ’80 e ’90. Inoltre starete di certo contestando la lista delle sigle più belle dei cartoni animati, ritenendone alcune ‘indegne’ di tale titolo. Beh, non aspettiamo altro che arricchiate il post con i vostri commenti: di sigle di cartoni animati da scaricare e linkare ce ne sono a iosa (e scommettiamo che molti di voi hanno cercato gli mp3 delle sigle dei cartoni animati per usarle come suonerie dei cellulari…), non vi resta che proporre le vostre personali liste delle sigle dei cartoni animati più belle di sempre.