Si prevede un trienno nero per la Rai: necessari tagli al bilancio

Si prevede un trienno nero per la Rai: necessari tagli al bilancio

Il piano industriale del triennio 2008-2010 per salvare la Rai dal tracollo finanziario

    Il Consiglio di Amministrazione della Rai sta vagliando il Piano industriale per il triennio 2008-2010 a cura del direttore generale dell’Azienda, Claudio Cappon. Piano su cui gli animi si sono riscaldati nella riunione di mercoledi scorso, quando è stato dato a Cappon il via libera per continuare la propria strategia, “sulla base delle linee guida presentate e tenendo conto del dibattito” avutosi in consiglio.

    Staderini e Urbani hanndo abbandonato la riunione prima della votazione, così come Malgieri, polemico per la scarsa copertura che la Rai ha dedicato alla manifestazione di Alleanza Nazionale di sabato 13 ottobre. Se non vi saranno interventi, nel 2010 il deficit finanziario della Rai potrebbe toccare i 494 milioni di euro, a fronte dei 46 milioni di rosso del 2007.
    Secondo il mensile Prima Comunicazione, nel 2008 si conterebbero perdite per 188 milioni nel 2008, dovute in buona parte all’acquisto dei diritti degli Europei di Calcio e delle Olimpiadi di Pechino, perdite che si sommerebbero ai 110 milioni del 2009 e ai 191 milioni del 2010, anno in cui si terranno i Mondiali di Calcio in Sud Africa.
    Il Piano di Cappon verrà ripresentato al Consiglio mercoledi 24 per l’approvazione definitiva – almeno si crede – dopo alcuni perfezionamenti richiesti dal CdA relativi alle strategie per la lotta all’evasione del canone, ai costi dei palinsesti e alla definizione di un operatore unico per le infrastrutture di trasmissione.
    I punti salienti del documento presentato in Consiglio riguardano il contenimento dei costi e le azioni di sviluppo e ammodernamento dell’azienda.
    Capitolo costi. Il Piano industriale punta alla “razionalizzazione” dei palinsesti, che vedrebbero una riduzione del 2% dei costi rispetto al 2007; reti e testate dovrebbero congelare i propri budget ai livelli del 2007, mentre per ciascun canale verrebbero fissati dei tetti per la produzione di fiction. Si prevedono inoltre tagli per i diritti sportivi. Si cerca inoltre di recuperare fondi dalla vendita di immobili appartenenti all’Azienda e dalla razionalizzazione delle varie sedi regionali. Non si parla di tagli al personale -mannaia invece scesa sui dipendenti della Bbc che ha annunciato nei giorni scorsi il licenziamento di 1.800 lavoratori -ma di una, finora, poco chiara manovra di controllo delle dinamiche dei costi.

    Capitolo sviluppo. Cappon mira a potenziare il digitale televisivo, che dovrebbe coprire entro il 2010 l’intero prodotto Rai, e a creare due nuovi canali, tra cui uno stile Fox rivolto al pubblico giovane. Ciò dovrebbe portare la Rai ad avere nel 2012, anno dello switch-off dall’analogico al digitale, 9-10 canali, con un consolidamento di Rai News 24 e Rai Sport. Una specifica divisione della Sipra, la concessonaria Rai per la pubblicità, dedicata al digitale dovrebbe riuscire a incrementare la raccolta pubblicitaria. Sempre in relazione al miglioramento della raccolta pubblicitaria, il piano punta al potenziamento del sito rai.it e della comunicazione on line.
    Come accennato, il testo defintivo sara’ sottoposto al consiglio mercoledì prossimo. L’augurio è che la strategia elaborata salvi il servizio pubblico dalla bancarotta.

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