Sformat di Mariano Sabatini – Tra Berlusconi e Grillo che appaiono nei videomessaggi autoprodotti non c’è grande differenza

Sformat di Mariano Sabatini – Tra Berlusconi e Grillo che appaiono nei videomessaggi autoprodotti non c’è grande differenza

Tra Berlusconi e Grillo che appaiono nei videomessaggi autoprodotti non c'è grande differenza

da in Programmi TV, Sformat, Beppe Grillo, Otto e mezzo
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    Beppe Grillo in TV

    Cosa ci azzecca Beppe Grillo, il politico allevato alla corte di Pippo Baudo e alla scuole del teatro Ariston e Delle Vittorie, con la tv? Ci azzecca, eccome. L’abbiamo detto e ridetto, pur non piazzando il suo augusto deretano da anni in uno studio televisivo, il “megafono” del Movimento 5 Stelle è più presente sul piccolo schermo dei tanti Scilipoti, Santanché, Mussolini, Straquadanio, La Russa che timbrano il badge negli studi Rai, Mediaset e La7. Così, diciamolo senza reticenze o infingimenti, è fin troppo facile. Perché Grillo sa che qualsiasi sua flatulenza o singulto viene amplificato da talk show, tg e giornali.

    La giornata mediatica di ieri, per dire, è stata caratterizzata dal video, destinato al suo blog ma ripreso ovunque, in cui il comico genovese comunicava tutta la sua rabbia nei confronti di chi osa mettere in dubbio le scelte della diarchia Grillo/Casaleggio: camera fissa, fondale monocromo, linguaggio sciolto, con uso di turpiloquio (“fuori dalle palle”) e, soprattutto, senza mediazione giornalistica. Più o meno, senza calza sulla telecamera né librerie con collane di classici intonsi sullo sfondo, lo stesso stile delle videocassette che Silvio Berlusconi ha cominciato ad autoprodursi e a inviare ai vari network dalla famosa discesa in campo.

    Lo ha spiegato bene, ieri sera, Federica Salsi, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7; con Giovanni Favia, fuori dal Movimento – che è tutto fuorché democratico, visto che non prevede dibattito interno – eppure molto inserita nella politica locale, considerato che continuerà a fare il suo lavoro di consigliera comunale a Bologna. Votata dai cittadini, non ho intenzione di assecondare le bizze di Grillo, ha dichiarato in estrema sintesi.

    Nel bene e nel male, la tv assolve al suo compito di osservatrice per conto dei telespettatori/elettori. Non si capisce perché una classe politica che s’ispira al rinnovamento debba crescere ed operare in modo carbonaro, lontano dalle telecamere, con una franchigia speciale per le incursioni del suo leader. Pericoloso, oltretutto.

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