Sformat di Mariano Sabatini – Tata Lucia, pensa tu a far la brava!

Sformat di Mariano Sabatini – Tata Lucia, pensa tu a far la brava!

In SOS Tata, la celebre Tata Lucia sale in cattedra per insegnare a genitori e figli come comportarsi

da in La 7, Sformat, Sky
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    Tata Lucia di SOS Tata

    L’aura di venerazione che precede l’istitutrice Lucia Rizzi, frontwoman di S.O.S. Tata in onda tra Sky e La7, la fa apparire come la reincarnazione della pedagogista Maria Montessori. Ma sono certo che, per l’irriguardoso accostamento, la Venerabile educatrice calabrese si rivolterà nel sacello; perché parafrasando una sua celeberrima affermazione: “La televisione (Montessori l’aveva riferita alla scuola) è quell’esilio in cui l’adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio“.
    Qualsiasi esperto di psicologia dell’infanzia degno di rispetto si dirà contrario alla straziante contiguità tra bambini e mezzo televisivo di show come Ti lascio una canzone o Io canto, figuriamoci se potrebbe mai approvare il docu-reality di pronto soccorso familiare in cui furoreggia la Rizzi, autrice della serie di libri “Fate i bravi!” per Rizzoli.

    Vi pare che una coppia che abbia davvero bisogno di un sostegno esterno per riformattare il rapporto con i figli debba farlo sotto l’occhio impietoso delle telecamere. La facilità con cui certe persone aprono la propria abitazione, scrigno di intimità e sentimenti, sarebbe motivo sufficiente per rivolgersi ad un eccellente strizzacervelli, altro che tate. Queste signore di nero vestite e determinate a ficcare il naso per contratto o vocazione si presentano pensando di emulare Mary Poppins o Tata Matilda, non si rendono conto di riportare alla memoria la signorina Rottermaier (soprattutto la Rizzi, con la sua vocina acuminata) di quel capolavoro di Johanna Spyri che è “Heidi”.

    Poi è più forte di me: ogni volta che vedo Lucia Rizzi, insegnante d’esperienza ultratrentennale nonché ricercatrice al Child Development Center dell’Università della California, non posso far a meno di pensare allo spot di quella celeberrima marca di crema di nocciole in barattolo di cui è testimonial.

    Se si esclude il bestseller di Marco Cassini che l’ha coniugata alla prima declinazione latina, mi sfugge l’aggancio non solo con la pedagogia, ma con la più pedestre educazione alimentare. Affidereste vostro figlio ad una che invece di proporre una fetta di crostata o di ciambella fatte in casa sbriga l’incombenza della merenda limitandosi a spalmare del cioccolato industriale? A pensarci, l’unica che dovrebbe far la brava è tata Lucia!

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