Sformat di Mariano Sabatini – Simone Rugiati saltabecca da un reality all’altro, si presta come testimonial e poi dà i voti ai colleghi

Non è detto che confezionare piatti belli da vedere nei tempi della scaletta corrisponda ad una reale abilità di chef come è per Simone Rugiati chef di Cuochi e Fiamme

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    Simone Rugiati Cuochi e Fiamme

    Mi sarò distratto ma non ho mai incrociato uno spot di sua maestà Gualtiero Marchesi a un prodotto industriale legato al palato. Altri tempi, altro stile, altra deontologia. Sì, deontologia, perché un grande chef non dovrebbe preoccuparsene? Oltre che per la maestria cuciniera uno “stellato” si apprezza anche per la credibilità. Se vedo un cuoco che presta la propria notorietà, suppongo per ragioni alimentari (persino loro devono mangiare), a un celebre marchio di surgelati da buttare in padella non mi viene certo voglia di prendere il telefono e prenotare una cenetta nel suo ristorante. Ammesso che ce l’abbia un ristorante e non sia invece un personaggio televisivo come un altro che abbia trovato l’escamotage di lunga vita sul piccolo schermo. Penso ad Alessandro Borghese, figliolo di Barbara Bouchet, molto attivo in Tv.

    Cucinare davanti alle telecamere va molto di moda, il genere dei cooking show ha frotte di estimatori, ma non è detto che confezionare piatti belli da vedere nei tempi della scaletta corrisponda ad una reale abilità di chef. La differenza sta nel conto che si paga alla fine del pasto. Gianfranco Vissani, tanto per dire, credo che sia un cuoco migliore di quello che sembra in Tv. Incespica nell’italiano, è goffo, fa battute discutibili, ma a quello che so – non ci ho mai mangiato – ha un locale molto ambito, con clienti famosi, dove si pagano conti salati. Idem per Marchesi che, non sarà un caso, frequenta poco le telecamere. Le frequenta troppo, invece, spesso a sproposito Simone Rugiati, sprovvisto di un suo ristorante. In questo senso la notorietà acquisita fa velo alle reali capacità culinarie.

    Conduttore di Cuochi e fiamme, format che funziona su La7d, Rugiati fa molto parlare di sé, per i flirt sentimentali, per la disponibilità a farsi cooptare dai reality show (prima L’Isola dei famosi, poi Pechino Express). E parla anche molto: “Io sono un cuoco vero, altri miei colleghi in televisione no. Loro non insegnano a cucinare, ma a sopravvivere a pranzo e a cena. Nomi? Non li faccio. Anzi sì, Benedetta Parodi. Non posso vedere friggere un Mars”, ha dichiarato, rivelandosi in tutto il suo stile.

    Rugiati cucina? Sarà pur vero, benché appaia ormai come un’attività accessoria, funzionale alla permanenza in onda, poco più di un hobby utile a procurarsi ingaggi. Magari in qualità di testimonial di una celeberrima bevanda frizzante dalla ricetta segreta. Buona per le festicciole tra ragazzini, non da pasteggiare con un’anatra all’arancia o una faraona ripiena.