Sformat di Mariano Sabatini – Se vuole puntare al futuro Carosello deve guardare al suo passato

La nuova versione di Carosello per avere successo dovrà prendere esempio dal suo passato, inventando slogan che possano diventare veri e propri tormentoni

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    Carosello Reloaded

    Istigato dai tanti messaggi di annuncio, anche all’interno dei vari programmi, mi son disposto a seguire Carosello Reloaded, ieri sera alle 21.06 su Raiuno. Quando ci si mette, la tv smuove le montagne. Non sono andato “a letto dopo Carosello”, come le mamme assennate comandavano ai figlioli riottosi alle ninne, ma son bastate le note squillanti della sigla originale – arrangiata dal maestro Raffaele Gervasio su una tarantella napoletana – per tornare a quei tempi. L’effetto nostalgia (che è una carezza pesante, come sostiene la scrittrice Elda Lanza), in ogni caso, non ha fatto velo alla lettura di questa infida trovata commerciale, camuffata da omaggio alla storia di mamma Rai.

    Carosello iniziò poco dopo l’avvio delle trasmissioni ufficiali della Rai, nel 1957, e terminò con l’avvento del colore, nel 1977. Il contenitore nacque per indurre il forzoso innesto della pubblicità nella programmazione della televisione monopolista. Di fatto, la creatività applicata, potremmo dire piegata, al messaggio merceologico ha cominciato in quegli anni a produrre vere chicche. Slogan che, travalicando l’ambito pubblicitario, hanno fatto dimenticare il prodotto a cui erano legati per divenire frasi idiomatiche: “con quella bocca può dire ciò che vuole”, “anch’io ho commesso un errore”, etc.

    Dagli anni Ottanta in qua, la pubblicità è divenuta talmente invasiva che la gente ha poca voglia di seguire i soliti spot preceduti e seguiti dalla citazione di una vecchia sigletta. Del resto con la crisi e la difficoltà delle varie aziende il ritorno di Carosello potrebbe far sembrare che gli inserzionisti si rinchiudano in una sorta di riserva indiana. Allora dovranno sforzarsi di dare dell’altro ai telespettatori. Magari pensando a dei “corti” che possano gareggiare con le mitiche scenette che videro protagonisti Ernesto Calindri, Franco Cerri, Virna Lisi, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Cesare Polacco e altri, diretti da grandissimi registi. Addirittura Eduardo De Filippo. Insomma, se Carosello vuole avere un futuro deve imparare dal suo passato.