Sformat di Mariano Sabatini – Se Attilio Romita ringrazia il direttore che lo ha fatto debuttare nel varietà

Sformat di Mariano Sabatini – Se Attilio Romita ringrazia il direttore che lo ha fatto debuttare nel varietà

Attilio Romita è solo l’ennesimo professionista della notizia che si presta al varietà

    Attilio Romita giornalista

    Un popolare settimanale televisivo celebra con un’intervista il successo (?) di Attilio Romita, finora compassatissimo conduttore del Tg1, ad Altrimenti ci arrabbiamo su Raiuno. Ed è solo l’ennesimo professionista della notizia prestato al varietà. Il giornalista pugliese rivela il tentativo di Milly Carlucci di averlo a Ballando con le stelle già un paio di anni fa: “Ma allora non godevo di grande favore al Tg1 e la cosa saltò”. Mi sembra di capire che, invece, Romita sia molto grato all’attuale direttore, Mario Orfeo, per avergli concesso l’autorizzazione a sputtanare una carriera, mettendosi a stonare, suonare percussioni, gigioneggiare davanti alle telecamere. A che pro, mi chiedo? E se lo chiederanno in tanti.

    Sostiene Romita che è impossibile annoiarsi al Tg1 “perché ogni serata è una novità”. La cosa, tuttavia, non lo ha trattenuto dal concedersi all’intrattenimento di prima serata, illudendosi oltretutto che Orfeo gli abbia fatto una cortesia. Senza farsi sfiorare dal dubbio che il precedente direttore lo avesse, in realtà, preservato da se stesso; perché a volte il confine del ridicolo è meglio visibile dall’esterno.

    Intendiamoci, prima di Romita, si sono lasciati tentare in molti dalla giustapposizione delle carriere. I precedenti non rappresentano, tuttavia, un’attenuante. Il povero Alberto Castagna lo fece per guadagnare di più e divenne un presentatore cuore e batticuore di Stranamore. Giampiero Galeazzi e Luca Giurato si trasformarono in boys en travesti per Mara Venier a Domenica in.

    Maurizio Costanzo si mise a suonare il sax e a fare trenini a Buona domenica. Michele Cucuzza, Tiberio Timperi, Massimo Giletti, Antonella Clerici, Alda D’Eusanio… l’elenco è del tutto incompleto. Più il giornalista è compassato, serioso, più risulta divertente traviarlo, corromperlo, portarlo sulla cattiva strada dell’intrattenimento più o meno becero. Dopo tanti casi, il giochino dovrebbe apparire scoperto.

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