Sformat di Mariano Sabatini – Santoro e il giornalismo troppo speziato, con l’imitazione di Virginia Raffaele

Sformat di Mariano Sabatini – Santoro e il giornalismo troppo speziato, con l’imitazione di Virginia Raffaele

Virginia Raffaele imita Francesca Pascale nella puntata di Servizio Pubblico con Michele Santoro

    pascale raffaele servizio pubblico

    Ieri sera Serviziopubblico, su La7, aveva quella che nello spiccio e un po’ corrivo linguaggio giornalistico viene definita una “bomba”: una notizia di tale rilevanza che se ne parlerà per giorni, farà titolo, darà motivo alle procure di chiedere magari la registrazione della trasmissione. In un’intervista esclusiva a Sandro Ruotolo, Francesco Chiesa Soprani, ex agente di Noemi Letizia da Casoria, ha dichiarato: “Noemi mi disse di come conobbe il premier e mi spiegò che quando era minorenne, a Roma, ci fu un rapporto consenziente. Questo segreto non fa male a Noemi, questo segreto fa male agli italiani. Di conseguenza non voglio che l’Italia venga governata o comunque che gli italiani non si rendano conto di chi è una persona. Non era amico del padre, e siccome questo lo so, lo voglio dire agli italiani. Italiani: non era amico del padre. Domani mi minacciano? Domani mi sparano? Sono contento così”.

    Parole che pesano e che, nelle sedi opportune, potrebbero fare la differenza. Eppure il conduttore ha sentito la necessità di infarcire il suo talk show di un’ulteriore spezia forte. L’arrivo in studio di Francesca Pascale, la nuova compagna dell’ex premier Silvio Berlusconi, impersonata splendidamente (tranne forse che per il napoletano un po’ incerto) da Virginia Raffaele, la trasformista di Quelli che il calcio.

    La parodia caciarona della latrice di mozzarelle di bufala, che aveva lasciato alla tata il suo Silvio con l’argento vivo addosso (“Mi inaugura tutto, persino il forno a microonde, taglia ogni tipo di nastro… ho dovuto procurargli le forbici con la punta stondata perché corre per casa e può farsi male”), ha divertito Marco Travaglio fino alle lacrime, Massimo Cacciari e Franco Battiato sorridevano, apprezzavano seppure in modo trattenuto. Da intellettuali pronto uso, ma non troppo.

    Non so, tuttavia, quanto possa giovare alla comprensione dei fatti questa commistione tra show e realtà. Non bastano le telefonate della Zanzara e i rap di Paragone. Ci si mette anche Santoro. Sicuramente manco di senso dell’umorismo, mi sfugge però quale contributo all’approfondimento abbia dato l’imitazione della Raffaele.

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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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