Sformat di Mariano Sabatini – Roberto Farnesi torna a sfogliare le ‘Tre rose di Eva’ ma si lagna perché il cinema lo snobba

Sformat di Mariano Sabatini – Roberto Farnesi torna a sfogliare le ‘Tre rose di Eva’ ma si lagna perché il cinema lo snobba

Roberto Farnesi torna in tivù con Le Tre Rose di Eva, ma vorrebbe traslocare sul grande schermo

    Mi piace leggere le interviste ai teledivi, perché rido come non mi capita spesso. Il bello e possibile Roberto Farnesi, uno che deve molto alla tv, quasi tutto direi (anche per i frequenti passaggi nelle trasmissioni di Maurizio Costanzo), sta per tornare nella terza serie delle Tre rose di Eva, di cui sono pronte ben quattordici nuove puntate, in onda dal prossimo 4 settembre su Canale 5. Oltre a Farnesi, gli interpreti sono Anna Safroncik, Karin Proia, Giorgia Wurth, Fiorenza Marchegiani, Luca Capuano, Mario Cordova, la veterana Paola Pitagora e la new entry Euridice Axen. Si tratta di uno di quei polpettoni, con largo scialo di patetismo, generose quanto inutili scene di letto, fondato su una recitazione da fotoromanzo… nel senso che sarebbe meglio aggiungere dei fumetti, considerando l’insostenibile leggerezza dei dialoghi e l’intensità di molti degli attori.

    A tal proposito, Farnesi – a giudicare dall’insopprimibile accento, cresciuto a ribollita e lampredotto – da quello che dice sembrerebbe pervaso dallo spirito di Laurence Olivier; e in virtù di ciò si lagna del cinema che lo snobba. Non gli basta primeggiare sul piccolo schermo, che, ragionevolmente, gli rende economicamente bene.

    A ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ ha dichiarato di aver girato un piccolo film indipendente, a basso budget, eppure “un certo snobismo da parte del cinema c’è stato e c’è ancora… Se io fossi un produttore penserei: ‘Questo personaggio è popolare e lo porto al cinema’. È una sciocchezza pensare che chi va al cinema non ami i personaggi della televisione…”.

    Verissimo, al Farnesi non si può nascondere niente. Luigi Lo Cascio, magnifico protagonista de La meglio gioventù, insieme ad Alessio Boni e Fabrizio Gifuni, e poi Claudio Santamaria o Pierfrancesco Favino sono, infatti, lì a testimoniarlo.

    Passano con disinvoltura dalla tv al cinema, sempre con successo. Loro, però, scelgono con maggiore rigore i copioni, rifiutandone anche molti; ed evitano di farsi fotografare seminudi in pose plastiche su calendari glamour o di sgambettare a Ballando con le stelle. E magari – badate, è solo un’ipotesi – hanno una gamma interpretativa un pochino più composita, tanto da convincere registi di qualità a scommettere su di loro.

    362

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Programmi TVSformat