Sformat di Mariano Sabatini – Raspelli contro lo chef. Ecco cosa accade se il critico vessato non ci sta più

Edoardo Raspelli, critico gastronomico e conduttore di Melaverde, querela lo chef Walter Valerio

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    Edoardo Raspelli

    E così la filiera è completa. Adesso Striscia la notizia, oltre a smascherare colpevoli e a denunciare raggiri, dà anche lavoro ad avvocati, pm e giudici, alimentando il fiorente mercato delle querele. Edoardo Raspelli, inflessibile critico gastronomico ed ineffabile conduttore di Melaverde su Rete4, fa sapere (la sua attività di comunicatore è assai fervente) che davanti alle telecamere del tg satirico di Antonio Ricci, intervistato da Max Laudadio, lo chef Walter Valerio aveva detto una frase pesante come un macigno: ”Edoardo Raspelli ha criticato il mio ristorante senza esserci mai stato”.

    Nell’orario di maggior ascolto della televisione, in prima serata, davanti a quasi sette milioni di persone, con uno share del 25%, il patron del Benedetto Girelli di Barghe (Brescia) ha ripetuto due volte l’accusa, poi rivelatasi infondata, all’indirizzo del celebre giornalista del quotidiano La Stampa; uno che fa della “visita inattesa da cliente pagante la bandiera della sua professionalità”. C’erano testimoni e, in più, aveva conservato la ricevuta fiscale e la nota spese da presentare al giornale, il menu, i suoi appunti… Raspelli ha, quindi, querelato lo chef, chiedendo come risarcimento danni 1 milione di euro; e Walter Valerio è stato rinviato a giudizio.

    Finora Raspelli si era sempre dovuto difendere – questi i rischi in un paese che mal tollera le critiche – ed ha sempre vinto contro produttori di vini, ristoratori ed albergatori ”per aver correttamente esercitato il diritto-dovere di cronaca e di critica”. Ha avuto la meglio anche contro la Mc-Donald’s che gli chiese 25 milioni di dollari di danni dopo una sua dichiarazione su Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione, salvo poi ritirare la querela. In altre nazioni esiste, e sarebbe sacrosanta introdurla anche da noi, la lite temeraria; per cui, chi intenta querela poi ritenuta infondata, è condannato a rifondere il denunciato della medesima cifra richiesta. Per il resto dovrebbe valere il buon senso di accettare i rispettivi ruoli: lo chef, il presentatore, lo scrittore o l’artista si producono nella loro arte e i critici lodano o stroncano quello che vedono. Facile? Neanche per sogno.