Sformat di Mariano Sabatini – Questa faccenda delle primarie del centrosinistra sta diventando un’occupazione televisiva

Sformat di Mariano Sabatini – Questa faccenda delle primarie del centrosinistra sta diventando un’occupazione televisiva

Pierluigi Bersani e Matteo Renzi stanno letteralmente occupando la TV per le primarie del centrosinistra, a partire da Che tempo che fa

    Renzi a Che tempo che fa

    Che faremo quando finalmente l’elefante delle primarie avrà partorito il topolino del nuovo candidato premier del centrosinistra? Da settimane e mesi la televisione è ostaggio di questo anticipo di campagna elettorale. Superata la prossima domenica, ci sentiremo orfani e dovremo sperare che il Pdl si decida ad organizzare le sue primarie. Tra l’altro ben più affollate e variopinte, a quanto sembrerebbe. Fino alla prossima settimana, intanto, il rottamatore Matteo Renzi e il veterano Pier Luigi Bersani verranno usati sul piccolo schermo come il maiale, di loro non si butterà niente. Basta che ci mettano la faccia: autori, dirigenti, anchormen sono pronti ad assecondarli in tutto. Se invece nicchiano si beccano la rampogna in diretta.

    Ieri sera Enrico Mentana, in pieno tg, ha rivelato il progetto di chiudere la maratona con un confronto tra i due galletti del Pd. Renzi ha già accettato, dichiarando tra l’altro che gli parrebbe giusto prodursi in un simile confronto anche su Mediaset dopo la performance dei fantastici 5 su SkyTg24 e la partecipazione a Porta a Porta prevista per domani sera; Bersani al contrario non ha sciolto le riserve e il direttore del TgLa7 ha detto che, nel caso, se ne farà una ragione.

    Ieri sera il segretario del Pd e il suo sfidante hanno preso parte, da separati in casa (nel senso che in onda non si son incontrati, incrociandosi solo al bagno prima della diretta), a Che tempo che fa del lunedì su Raitre. Fabio Fazio li ha intervistati da par suo, calcando sul fatto che non avrebbe mai voluto bruciare l’incontro arbitrato da Bruno Vespa, e i due hanno fatto del loro meglio. Dispiace che l’entusiasmo attorno a questo rituale appaia sproporzionato rispetto ai tempi grami che viviamo.

    Non sono mancati momenti di comicità involontaria: Renzi ha confessato di voler andare anche a Sanremo, ma dove collocarlo? Nuove proposte o big, in odore di rottamazione? Bersani ha tenuto a chiarire di aver fiducia in se stesso, peccato che si siano dovute muovere tre milioni di persone per farglielo dire. Poco di più, come sempre nessuna parola su ambiente, stato sociale, sanità, diritti delle coppie di fatto. Un’occupazione televisiva che trova forza solo nella sua reiterazione.

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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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