Sformat di Mariano Sabatini – Premio Biagio Agnes per soddisfare la vanità dei giornalisti, non il gusto dei telespettatori

Sformat di Mariano Sabatini – Premio Biagio Agnes per soddisfare la vanità dei giornalisti, non il gusto dei telespettatori

Il Premio Biagio Agnes 2013, in onda su Rai1 e condotto da Gerardo Greco e Laura Chimenti, soddisfa la vanità dei giornalisti

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    Estate, tempo di premi. Cosa sarebbe la tv senza le serate dedicate ai riconoscimenti? È uno spunto di riflessione per sociologi, oltre che per studiosi di mass media. Hanno tanto successo perché, all’insegna del “grazie-prego-tornerò”, mettono d’accordo i produttori – contenti di avere una “splendida cornice”, come direbbe quel buon uomo di Daniele Piombi, e un cast a costo zero, o quasi – e i responsabili della Pro loco, sindaci in testa. Quello di Capri, nella “splendida cornice” della certosa di San Giacomo, neanche ascolta la domanda di Gerardo Greco e parte con la solfa della riscossa del turismo e dell’Italia, con toni e accento da teleimbonitore dell’emittenza locale.

    Pare che il poeta Umberto Saba, la cui grandezza non è certo in discussione, abbia detto che “I premi letterari sono una crudeltà. Soprattutto per chi non li vince”. Mi permetto di concordare, ampliando il concetto a quelli giornalistici: sono una crudeltà soprattutto per i poveri telespettatori costretti da casa a subirsi una lunga, estenuante, carrellata di benefattori dell’umanità.

    Al Premio Biagio Agnes, tra sabato e domenica notte su Rai1 con Greco e Laura Chimenti (la quale riesce senza arrossire a dire a Duilio Giammaria, prode conduttore di Uno Mattina Estate, “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”; mentre quello le racconta di quella volta in cui ha rischiato la vita), si sono insigniti professionisti di comprovata solidità del calibro di Costanza Calabrese, figlia di cotanto babbo e in forza al Tg5, premiata dal direttore del Tg1 Mario Orfeo. All’insegna del più sfrontato ecumenismo, che qualcuno chiamerebbe in altro modo.

    Poi ci sono stati, su loro nulla da ironizzare, anche i nonagenari Mario Cervi e Raffaele La Capria, nell’accozzaglia che ha compreso Francesco Verderami, Bruno Montefusco, Pasquale Cascella (del resto il premio è sotto l’alto patronato della Presidenza della repubblica) e Marcello Masi. Il vecchio Agnes, uomo di mondo e di utili frequentazioni politiche, sarebbe stato soddisfatto dello “zuppone” di buoni sentimenti deamicisiani, cose buone di pessimo gusto, vanità e qualche sussulto di buon senso. Al prossimo anno. E nell’attesa, rientriamo tutti nella “splendida cornice”.

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