Sformat di Mariano Sabatini – Pess lascia Uomini e donne ma non basta ad ostacolare l’incorporeità del programma

Maria De Filippi con Uomini e Donne, Amici e C'è posta per te riesce a sopravvivere allo squallore fieristico degli stereotipi

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    Ci sono programmi che, nella natura immota della tv commerciale, tendiamo a dimenticare pur incrociandoli ogni giorno alla stessa ora. Potremmo definirla l’invisibilità del presenzialismo, l’incorporeità della sovraesposizione mediatica. Per anni e anni, ad esempio, Mike Bongiorno ce l’ha menata con La Ruota della fortuna e a furia di girarla e di regalare vocali si è comprato case, ha pagato gli studi di Leolino, staccato assegni ai restauratori della congiunta. Sapevamo che era lì, eravamo magari anche in grado di dire a che ora e su quale canale, eppure appariva come cristallizzato, sotto formalina. A smummificarlo ci pensò Fiorello, trascinandolo nell’avventura salvifica della pubblicità.

    Maria De Filippi, in questo senso, è in attesa del suo Fiorello. Non quella di Amici o C’è posta per te, quella di Uomini e donne. Un format, ideato dalla stessa presentatrice, che al suo primo apparire (mi riferisco alla versione young, e c’è anche quella dei vecchietti) ha segnato la fine del talk show televisivo. Animato da persone che non hanno nulla da dirsi e perciò se lo urlano in faccia, a Uomini e donne si è passati dallo spettacolo allo scempio di parola. Tanto che oggi tra la vamp Tina Cipollari e Francesca si è sfiorata la rissa. Le hanno separate in tempo, purtroppo, e se trattavasi di recita sono davvero brave attrici.

    Il situazionismo delle “esterne” – dove chi le realizza spera che il truzzo e la strappona di turno si producano in effusioni varie o almeno ne disquisiscano – ha la stessa funzione che avevano una volta i fotoromanzi. Peccato che le didascalie siano qui sostituite dalla vacuità oratoria di buoni riproduttori che si credono attori di Hollywood. Non che in studio si facciano discorsi alati. Ho ascoltato il fratello di Alessandro Pess, che apprendiamo nel frattempo ha lasciato la trasmissione all’inseguimento dei fanstasmi d’amore, tessere le lodi sperticate del tronista. Così abbiamo appreso che oltre al faccino e alle cosce muscolose c’è di più in questo Corona di Lametia Terme. Ha semplicemente sbagliato studio, meschino. Pensava di stare da Augias o da Fazio, e lo avevano invece deportato a Uomini e donne.

    In jeans e maglione, De Filippi conduce o meglio non-conduce da seduta, intervenendo pochissimo nelle beghe a cui assiste. Ha in compenso un alter ego validissimo, la Cipollari, che istiga, censura, ridimensiona, ironizza, seguendo l’andamento della canea convenuta. Come darle torto? È il modo che la signora Costanzo ha escogitato per sopravvivere allo squallore fieristico degli stereotipi muliebri e virili. Venghino, siori, venghino!