Sformat di Mariano Sabatini – Pesaturo, Cagnazzo e la rilevanza dell’emittenza locale che va protetta

Pesaturo, Cagnazzo e l'importanza delle emittenti locali a dispetto dell'avvento del digitale terrestre

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    Alessandra Pesaturo

    Non sarà mai troppo ricordata l’importanza delle tv locali. Purtroppo l’avvento del digitale terrestre, che di certo ha ampliato molto l’offerta, ha costretto molti editori anche storici a chiudere i battenti. Senza pretendere che la citazione sia esaustiva dell’ecatombe in atto, è d’obbligo dolersi per la soppressione del marchio Super3, l’emittente interregionale dove militò il giornalista Eolo Capacci con le sue trasmissioni calcistiche e la celeberrima Sonia Ceriola, beniamina di intere generazioni di bambini grafomani, contentissimi di inviarle disegni e sentirsi salutare in tv tra un cartone (i cari vecchi manga giapponesi) e l’altro.

    Oltre a piangere sul latte versato – oggi va così: ci affidiamo alla saggezza popolare – vale la pena lodare gli sforzi produttivi di chi c’è e lotta insieme a noi. Su un’altra grande emittente locale (anche se non ha molto senso questo aggettivo oggi con internet e il satellite), la giornalista Alessandra Pesaturo, che i vari Pico della Mirandola ricorderanno agli esordi come ballerina, propone il suo Up & Down, la cui stagione fortunata si è appena conclusa su Rete Oro, presente anche sul bouquet Sky, in attesa della ripresa estiva. Quindici minuti, studiati per essere agevolmente fruiti dal web e dalle piattaforme Ipad, Iphone e Android, conversazione rilassata e civilissima con i protagonisti della cultura e della politica: dall’ex senatore Roberto Di Giovan Paolo, autore di ‘Dossetti, il dovere della politica’ (ed. Nutrimenti), ai giornalisti Pino Nazio e Pierluigi Battista, fino al commediografo Pierfrancesco Pingitore. Novanta appuntamenti che si ripeteranno da settembre, ogni giorno alle 19.30, al canale 18 del digitale.

    Prosegue il suo lavoro televisivo Alvise Cagnazzo – giovane giornalista/scrittore, nelle librerie con ‘Intervista surreale a Dio (ed. Gagliano) – che scrive e conduce Tempi supplementari, a cui hanno preso parte di recente Paolo Villaggio, Elda Lanza e Marco Travaglio. Tre colpi niente male per Telebari, dove grazie ad un uso intelligente del telefono e delle immagini Cagnazzo riesce a dirottare nomi di primissimo piano. La prima presentatrice della tv, scrittrice anche lei (‘Niente lacrime per la signorina Olga’ e ‘Il matto affogato’, Salani editore), ha raccontato di quando rifiutò l’ingaggio dalla nascente Mediaset. Il vicedirettore del Fatto Quotidiano ha fatto dichiarazioni rilevanti: “Lo Stato contro la Mafia? Ma se Riina ha detto che fu la politica a cercarlo… L’Italia è un paese senza memoria che dimentica le stragi e le ingiustizie della politica”. Tutto riproducibile su YouTube. Come si vede, anche al di là dei grandi network, c’è vita nell’etere… o quello che è. Rispettiamola.