Sformat di Mariano Sabatini – Perché La7 ha deciso di chiudere Cristina Parodi Live

Sformat di Mariano Sabatini – Perché La7 ha deciso di chiudere Cristina Parodi Live

Cristina Parodi Live chiude a causa della mancata soddisfazione di un certo tipo di target

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    La7 ha deciso di chiudere Cristina Parodi Live ed è una sconfitta per quanti avevano creduto nella possibilità di pomeriggi che si discostassero dal nazionalpopolare spinto propugnato a La vita in diretta e Pomeriggio 5. Un fallimento per i dirigenti della rete Telecom ed anche, soprattutto, per il pubblico che ha mancato l’opportunità di garantirsi l’alternativa.

    A parte l’annosa fidelizzazione su cui possono contare Mara Venier e la molto Barbara D’Urso, Cristina Parodi – in questa battaglia all’ultimo sangue tra regine del piccolo schermo – ha scontato una certa freddezza nell’approccio ai temi e ai personaggi. Ed è, badate bene, uno dei suoi pregi, come lo erano la distanza dalla cronacaccia nera e dai personaggi consunti in anni di presenza in altri contenitori. Cristina Parodi Live era nato, con gli apporti creativi del veterano Chicco Sfondrini (a lungo al fianco di Maria De Filippi per Amici) e tanti altri autori, per dare spazio alla positività ed occasione di visibilità a opinionisti che non appartenessero alle truppe cammellate impegnate a spostarsi da uno studio tv all’altro.

    A fronte di ascolti deludenti, la mission primigenia è stata purtroppo via via disattesa, senza che tra l’altro gli ascolti ne traessero beneficio. Allora sarebbe convenuto mantenere la barra dritta e continuare a confezionare una sorta di Vanity Fair in formato televisivo, rivolto a un pubblico di nicchia ma culturalmente elevato.

    In questo senso, i primi a non credere nel progetto originale, invece, pare siano stati i realizzatori di Cristina Parodi Live, perché omogeneizzare Flavia Vento, Alba Parietti, Lory Del Santo con i corrispondenti stranieri (bellissima idea, coinvolgerli), con il “prezzemolino” del Fatto quotidiano Andrea Scanzi, con Rondolino, Cruciani, Parenzo, Milan, eccetera, si è rivelata una scelta suicida. Il target cosiddetto alto non ha gradito la forzosa contaminazione avviata in corsa. La presenza fragorosa di Sgarbi, del berciante Scilipoti, dell’onnipresente Bruno Vespa ha frastornato un po’ tutti, in quella che era sembrata una zona franca del buon gusto. L’errore più evidente che ha causato la decisione di fermare Cristina Parodi anzitempo appare, dunque, la mancata individuazione e conseguente soddisfazione del target di riferimento.

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