Sformat di Mariano Sabatini – Peccato che Gianni Ippoliti sia così poco presente in tv

Sformat di Mariano Sabatini – Peccato che Gianni Ippoliti sia così poco presente in tv

Peccato che Gianni Ippoliti, autore di format in bilico sul crinale della genialità, sia poco presente in tv

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    Gianni Ippoliti

    Stamattina ho intravisto Gianni Ippoliti a Uno Mattina, costretto – immagino per ragioni alimentari – a duettare con Ingrid Muccitelli, ossia la quasi signora Masi (leggasi Mauro, già presidente della Rai con l’uzzolo del telefono); una con la quale ironizzare dev’essere una gran fatica. Eppure, da maestro qual è, Ippoliti ci riusciva alla perfezione, realizzando un commento surreale sulla famigerata “prova costume”. Una manciata di minuti, niente di più, in cui l’esercizio dell’arguzia ha raggiunto livelli di sublimazione. Mi sono convinto perciò che l’inventore di Capolinea, Provini, Scene da un matrimonio, Festivalbaro, Non è mai troppo tardi, C’era una volta Fluff, Q come cultura – format in bilico sul crinale della genialità, fortemente intrisi di quel cinismo mai efferato che è divenuto cifra stilistica – sia del tutto sottoutilizzato in questa televisione che non sa riconoscere la creatività neppure se ci sbatte contro.

    Sono andato a cercare cosa scrivesse di lui il vate Beniamino Placido su “Repubblica”, nel 1991: “Con le sue trasmissioni singolari: senza sponsor, senza spot, senza ospiti illustri, senza pubblico, senza battimani preconfezionati. Adesso fa Non è mai troppo tardi, la sera alle otto su RaiTre.

    Una delle poche trasmissioni “culturali” in giro. Nei mesi passati ha inventato per le Reti Fininvest quelle ‘Scene da un matrimonio’ (con Davide Mengacci) che sono riuscite a rastrellare qualcosa come quattro milioni di telespettatori (inaudito) in seconda serata”. Niente male, parole che pesano, pronunciate dal più grande critico tv della storia del piccolo schermo.

    Oggi Ippoliti, per mangiare e comprare due paia di mocassini, così da indossarne uno di un colore e uno dell’altro, è costretto a svernare all’Arena di Massimo Giletti. Vi porta un po’ di sana follia, la stessa che mette nella rassegna stampa esilarante dei settimanali popolari a Uno Mattina In famiglia di Michele Guardì. Impegni di poco conto, considerato il passato di Ippoliti.

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