Sformat di Mariano Sabatini – Peccato che Baudo abbia già concluso il suo Viaggio nazionalpopolare

Pippo Baudo ha appena concluso la seconda edizione de Il Viaggio, andato in onda per quattro settimane su Rai Tre

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    Il futuro di Pippo Baudo – il leggendario Baudo, a cui hanno sempre attribuito più ore di trasmissioni rispetto ad altri che davvero campeggiavano davanti alle telecamere – potrebbe essere proprio in programmi tipo Il viaggio, appena concluso su Rai3. E dovrei scrivere “appena cominciato e già concluso”, visto che si è trattato di soli quattro appuntamenti. Quattro settimane di incontri, interviste, begli scorci d’Italia. Una cosa infamante per uno dei padri fondatori della tv; soprattutto se si pensa che alcuni pensionati Rai (vedi Luciano Onder che Antonello Piroso brama di avere ospite a Blogo Tv) continuano ad andare in onda quotidianamente, per tutto l’anno e da anni, ad onta della direttiva di Luigi Gubitosi, che vorrebbe i pensionati fuori dal video. Addirittura al Premio Biagio Agnes, il dg di viale Mazzini glielo ha detto in faccia, al veterano del Tg2: altro che Medicina 33, il vero programma di medicina da recuperare è Check Up. Ma niente da fare, Onder è imperterrito, immarcescibile (avrà trovato l’elisir di lunga conduzione!?) e inamovibile.

    Persino Baudo si è piegato ad apparire solo d’estate. E per cosa? Per lasciare spazio ai “giovani” Onder… Peccato, perché se risulterebbe quasi intollerabile rivederlo sul palco dell’Ariston – ho letto da qualche parte che non ha smesso di vagheggiare il ritorno al Festival di Sanremo, che però nel frattempo ha trovato altri fortunati cerimonieri – seguire Baudo nelle sue peregrinazioni culturali non è per niente sgradevole. All’ultima puntata è riuscito nell’intento di far incontrare rappresentanti delle principali religioni monoteiste nella chiesa valdese di piazza Cavour a Roma: musulmani, ebrei e cattolici. Tutto fa.

    E si percepisce che il vecchio presentatore, a suo agio in giacca scamosciata come in smoking, disinvolto in camper e nelle piazze come al teatro Delle Vittorie, tempio del varietà televisivo, è contento di esserci. Libero da vincoli affettivi e impegni familiari, a settantasette anni, è prontissimo a partire, a visitare il Belpaese in lungo e in largo, con tutt’altro stile rispetto a Mario Soldati eppure apprezzabile. Nazionalpopolare, sempre, e non si capisce dove sia il male.