Sformat di Mariano Sabatini – Parte La Effe, rete culturale. Gli intellettuali non avranno motivi per disprezzare la tv

Sformat di Mariano Sabatini – Parte La Effe, rete culturale. Gli intellettuali non avranno motivi per disprezzare la tv
da in Digitale Terrestre, Sformat
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    La Effe

    È nato il canale per chi – sembra vero – alla tv chiede riflessione e contenuti. È visibile a tutti al numero 50 del digitale terrestre, il canale prima assegnato a Repubblica Tv, con la cui collaborazione il gruppo Feltrinelli ha allestito il nuovo palinsesto culturale di La Effe. Non solo documentari e contenitori ponderosi, la rete ospita una selezione di titoli in prima visione: American Life di Sam Mendes, Another Year dI Mike Leigh, Tomboy, 17 Ragazze, Coco Chanel & Igor Stravinsky, Melancholia di Lars Von Trier. Inoltre titoli indipendenti europei e internazionali premiati e acclamati dalla critica e dal pubblico nei più prestigiosi festival del mondo e classici senza tempo. Il meglio della produzione internazionale di film-documentari. E si arricchisce anche di documentari seriali pensati per la televisione da firme cinematografiche come Witness – I Testimoni di Michael Mann (HBO) e Half the Sky con Eva Mendes, il progetto tv sociale dedicato all’altra metà del cielo. Il bellissimo Mildred Pierce con Kate Winslet e Guy Pierce, in prima visione in chiaro, inaugura l’appuntamento domenicale con I Classici in Tv. Seguiranno inedite miniserie ispirate alla letteratura internazionale, come Orgoglio e Pregiudizio ed Emma (BBC) di Jane Austen.

    Intanto mi sono fatto catturare da Dalla A alla effe – Alfabeto pop, magazine di cultura e di vita: sillabario contemporaneo firmato Feltrinelli, in cui i protagonisti dello spettacolo, della letteratura, della cultura offrono un punto di vista sulla contemporaneità. Il conduttore-narratore è Matteo Caccia, noto per le trasmissioni di stampo narrativo su Radio24. “Un errore è un errore, due errori sono jazz” secondo Raphael Gualazzi, per il quale è importante fare cose senza temere di sbagliare perché “quando mi succede di sbagliare, vuol dire che sto scrivendo una nuova canzone”. Tra interventi di intellettuali (Felice Accame e Tim Harford) e inserti da lungometraggi famosi, vanno componendosi percorsi concettuali attorno a una parola chiave. Errore, crimine, etc.

    L’alternativa al disimpegno è servita.

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