Sformat di Mariano Sabatini – Linea gialla di Sottile, se non è zuppa è pan bagnato… di sangue

Sformat di Mariano Sabatini – Linea gialla di Sottile, se non è zuppa è pan bagnato… di sangue

Salvo Sottile ha debuttato a Linea Gialla, il crime show di La7 in onda tutti i martedì alle 21

    A quanto abbiamo letto, Salvo Sottile si ritrova su La7 perché con Mediaset aveva discusso di possibili evoluzioni nell’impiego delle sue risorse professionali, ma le chiacchiere erano rimaste tali, senza che i vertici dessero una svolta decisiva ai progetti. Risultato: Matrix è andato a Luca Telese e a Quarto Grado, crime show di Rete4, è stato dirottato Gianluigi Nuzzi, formidabile giornalista investigativo, in grado di stravolgere i millenari equilibri vaticani.

    Così, il giornalista più accigliato d’Italia, capace tuttavia di mettersi in gioco addirittura nel varietà di Giorgio Panariello nei panni di giudice in Italia’s got killer, ha dovuto ripiegare sulla rete di Urbano Cairo. Aveva una smodata voglia di cambiare aria ed è ancora alle prese – per usare lo slogan di quel talent sugli aspiranti assassini famosi – con “il fattore k”; gradiente di delinquenza in grado, si suppone, di tenere la prima serata del martedì.

    Da ieri, Sottile è al timone di Linea gialla nel tentativo di dirottare su La7 la gran messe di turisti (massmediatici) del macabro, puntando sulla “grande cronaca”. Non così grande, a giudicare dagli ascolti, fermi a poco più del 2% di share. Si vede che, almeno per il momento, Quarto Grado e gli altri spazi del genere saturano l’istanza di morbosità in tv.

    ‘Predatori e prede’ era il titolo del primo appuntamento di Linea gialla, che saltabeccava dal professore di Saluzzo all’orma sulla scena del delitto di Melania Rea, e via così. Un minestrone di umane violenze, tenuto insieme dai mutevoli flirt espressivi del conduttore con la telecamera, sotto la supervisione registica del capace Ermanno Corbella; affinato nell’arte del racconto per immagini da maestri televisivi veri, Gianfranco Funari e Michele Santoro. Rispetto a Quarto grado, Linea gialla è più raffinato nel florilegio delle opinioni – interpella il sociologo Domenico De Masi anziché Alessandro Meluzzi, l’inviato di Repubblica Meo Ponte invece della tuttologa, “madre e giornalista”, Barbara Palombelli – ma se non è zuppa è pan bagnato… di sangue, sopraffazioni, cupezze. Vogliamo sperare che la platea televisiva ne sia stufa.

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