Sformat di Mariano Sabatini – Le pressioni alla Rai su Miss Italia calpestano la libertà del servizio pubblico

Sformat di Mariano Sabatini – Le pressioni alla Rai su Miss Italia calpestano la libertà del servizio pubblico
da in Miss Italia 2016, Rai, Sformat
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    Miss Italia via dalla Rai

    Potrebbe diventare un format televisivo, “Quelli che non si rassegnano alla scomparsa di Miss Italia” dai palinsesti Rai. In parlamento si susseguono interrogazioni parlamentari di ogni colore politico e i solerti addetti stampa del concorso hanno un gran da fare nel rilanciare le dichiarazioni di svariati opinion leader a sostegno della gara.

    A margine del convegno Il valore sociale della bellezza svoltosi ieri sera a Palazzo Marini (Camera dei Deputati), patrocinato dal Senato e dal Ministero della Salute, Fucsia Nissoli (Scelta Civica) chiede al ministro dello Sviluppo Economico “quali siano le ragioni che hanno spinto la Rai a non inserire Miss Italia nel palinsesto e se non ritenga di fornire ogni chiarimento in merito alla nuova linea editoriale di Rai1, anche al fine di rendere più trasparente e comprensibile l’intera vicenda”. La senatrice Silvana Amati (Pd) ha definito “inaccettabili” le dichiarazioni fatte al quotidiano La Stampa dalla presidente della Rai Anna Maria Tarantola, secondo la quale “Miss Italia non rientra nella linea editoriale Rai”, aggiungendo: “Se è vero che le miss sono un prototipo di immagine femminile così negativo, che cosa propone in risposta il Servizio Pubblico?”.

    Lucia Bosè, archeologica Miss Italia del 1947, ha espresso il proprio dispiacere per il fatto che il nostro Paese non sappia tutelare la bellezza, e si è detta stupita, solidarizzando con Patrizia Mirigliani, della decisione della Rai. D’accordo con lei – incredibilmente – anche Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio dei diritti sui minori, e il press agent Enrico Lucherini, che ha detto: “Miss Italia non può non essere trasmessa in tv, è impossibile! Giancarlo Leone ci ripensi e trovi il modo di attualizzare il format. Se vedrò ancora la Clerici con i bambini non pago più l’abbonamento alla Rai.

    Ma, come, ragazzini di dieci anni che si esibiscono e non bellissime ragazze che sfilano?”. E se lo dice Lucherini, noto arbiter elegantiae… Addirittura il Cardinal Gianfranco Ravasi, che non ha di meglio su cui esprimersi: “In una società in cui bellezza è sinonimo di apparenza, è necessario riproporla in tutta la sua forza perché è attraverso di essa che si può giungere ad orizzonti più alti”.

    Tutte queste intromissioni nella linea editoriale della Rai, in difesa di quel carnaio che è stato ed è il famoso concorso di bellezza dei Mirigliani, non fanno che calpestare la libertà del servizio pubblico. Questo sì, un affronto insostenibile.

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