Sformat di Mariano Sabatini – Le dirette streaming, la nuova tv e le conseguenze non calcolate da Grillo e Casaleggio

Sformat di Mariano Sabatini – Le dirette streaming, la nuova tv e le conseguenze non calcolate da Grillo e Casaleggio

La diretta in streaming dell'incontro tra Grillo e Pierluigi Bersani ha permesso ai telespettatori di assistere in tempo reale ad un passaggio politico di grande rilievo

    Pierluigi Bersani Beppe Grillo e le dirette streaming in tv

    Non si può mai dire in che modo l’arrivo sulla scena di un nuovo soggetto incida nei meccanismi comunicativi. Pensiamo a come papa Francesco sta piegando, con la sua rivoluzione gentile, lo stile giornalistico alla sua personalità carismatica. Figuriamoci se un comico dell’esuberanza di Beppe Grillo, che si prefigge di cambiare il mondo attraverso una politica rinnovata nei modi e nei protagonisti, non riesca a condizionare la televisione che dice di odiare; nonostante tutto lo spazio che gli concede e che concede al MoVimento 5 Stelle.

    L’ultima trovata davvero degna di nota è stato l’incontro, durante le consultazioni, tra Pier Luigi Bersani – incaricato dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano di sondare le forze in campo – e i capigruppo grillini al Senato e alla Camera, Vito Crimi e Roberta Lombardi. La richiesta di questi ultimi e l’accettazione da parte del segretario Pd della diretta in streaming del colloquio, a cui ha partecipato anche Enrico Letta, ha consentito per la prima volta a noi telespettatori di assistere in tempo reale ad un passaggio politico di grande rilievo.

    Gli attivisti, i simpatizzanti o semplicemente curiosi del MoVimento sono abituati al coinvolgimento della “democrazia partecipativa”, che comprende le fasi del dibattimento. Per noi è del tutto inedito. Ovvio che le tv, ieri mattina io ho seguito La7 con uno speciale di Enrico Mentana, si sono affrettate a collegarsi al web perché l’evento (la prima consultazione per la formazione di un governo fruibile a tutti, integralmente) era ghiotto. In tal modo non ci sono alibi, ricostruzioni maliziose, mediazioni cronachistiche parziali, tendenziose, strumentali: tutti abbiamo toccato con mano la ben disposizione di Bersani, che certo nessuno potrà mai definire un pifferaio magico o un incantatore di serpenti, come l’atteggiamento tetragono di chiusura dei due genietti movimentisti.

    In spregio alla grave situazione di stallo in cui si trova la nazione, Lombardi si è permessa di dire, pensando di irridere Bersani, che le sembrava di stare a Ballarò. Niente di più sbagliato. L’esperimento ci ha mostrato semmai i possibili percorsi di una nuova tv, seppure riflessa dalla rete, le cui conseguenze non credo siano state valutate il giusto dal guru Casaleggio. Siamo sicuri che nel sentirsi spiattellare in faccia che i Cinquestelle non hanno bisogno di ascoltare le parti sociali perché sono loro le parti sociali sia una supponenza facile da digerire per chi vagheggiasse di accordare voto e fiducia allo schieramento del comico genovese? E con l’avvento della social tv mainstream nessuno potrà più appellarsi alla santa decontestualizzazione, àncora di salvezza per furbetti del quartino, operata dai media nemici.

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