Sformat di Mariano Sabatini – Latella e Annunziata, ovvero il giornalismo che non deve rimproverarsi nulla

Sformat di Mariano Sabatini – Latella e Annunziata, ovvero il giornalismo che non deve rimproverarsi nulla

Il rapporto vizioso tra politici e tv andrebbe rifondato

    In Mezzora Lucia Annunziata

    La disamina su come la televisione dovrebbe raccontare, rappresentare, trattare politica e politici è, finalmente mi viene da dire, di moda. Peccato che le mode passano presto e tutto rimane com’era. La sensazione è che vent’anni di berlusconismo applicato abbiano reso assai più disinvolti, fino alla spudoratezza, i rapporti tra media e istituzioni. Giornalisti e conduttori bramano la presenza di parlamentari, ministri ed esponenti di partito nei loro contenitori (adesso anche Massimo Giletti grida al miracolo perché all’Arena può ospitare politici); e questi ultimi considerano gli studi tv come il loro salotto di casa.

    Poiché veniamo da anni di cassette e video preregistrati che tg e talk show hannno messo in onda senza troppi scrupoli, i berluschini – allevati a colpi di contratti-farsa con gli italiani – vanno nei salotti e poi vorrebbero che si spaccasse la faccia alla conduttrice perché i presunti patti (?) non sarebbero stati rispettati. L’unico patto dovrebbero essere che non ci sono patti.

    Il rapporto vizioso tra politici e tv, in questo senso, andrebbe rifondato. Una ricerca dell’università Roma Tre parla del passaggio di 433 personaggi del Palazzo per oltre settanta ore di televisione complessive, in una settimana campione, sulle sette principali reti generaliste. Un blob orrorifico che produce anche elevati ascolti, a fronte di un altrettanto consistente sentimento antipolitico che si traduce in crescente astensionismo alle urne.

    Qualcuno, forse per suoi fini personali, vorrebbe gridare alla fine dell’era dei talk show. Basterebbe tornare a fare il proprio onesto lavoro di intervistatori, piazzando domande di cui non ci si debba vergognare, e senza concordare il parterre giornalistico con il politicante di turno. La domenica del piccolo schermo, ad esempio, è dominata da due signore che non rendono la vita facile ai politici. A In ½ ora Lucia Annunziata su Raitre fa il punto della situazione, con un solo ospite di rilievo e la caratteristica ruvidezza. Ricordiamo Berlusconi che lasciò quello studio in modo poco dignitoso, non avendo gradito il tono e le domande. Mentre Maria Latella, direttora di A, una che si percepisce fa i compiti a casa e li fa bene, mette sotto torchio un politico di primo piano a L’Intevista, sempre la domenica su SkyTg24. Ieri Rosy Bindi, presidente “rottamanda” del Pd, ha risposto con chiarezza a domande chiarissime da una giornalista che si limita a fare il suo mestiere, in posizione paritaria, tenendo l’interlocutore sui temi richiesti, senza ingabbiarsi in format ansiogeni alla ricerca dell’X factor. Il futuro dell’approfondimento politico in tv è nel suo passato, per chi lo conosce ed è in grado di rendergli onore.

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