Sformat di Mariano Sabatini – La tv diviene legittimo impedimento… per scampare ai tribunali

Sformat di Mariano Sabatini – La tv diviene legittimo impedimento… per scampare ai tribunali

Non credo sia mai successo nella storia di concedere il legittimo impedimento ad un imputato assente per presenziare ad un talk show

    Silvio Berlusconi ospite a L'aria che tira su La7

    Non credo che, a memoria d’uomo, sia mai accaduto che un tribunale concedesse la giustificazione per legittimo impedimento ad un imputato assente perché ospite in un talk show del mattino. Ne davamo conto ieri, Silvio Berlusconi era a L’aria che tira su La7 mentre, apprendiamo dai quotidiani, avrebbe dovuto presentarsi a Milano, per il processo su Ruby. I giudici hanno accettato la richiesta della difesa e rinviato l’udienza. Con tutto quello che accade sembrerà un problema marginale, eppure l’episodio segna la supremazia del piccolo schermo – terreno di coltura del berlusconismo – sui procedimenti giudiziari e sull’affermazione della verità, per il trionfo della Giustizia. La campagna elettorale, con le ansie che ingenera in chi la vive da protagonista e in chi la segue cercando di orientarsi in vista del voto, diviene motivo sufficiente. Non il mezzo ma il fine. Al pari di un impegno istituzionale.

    Non importa quanti “passaggi” si saranno avuti fino a quel momento, le telecamere dell’ultima tv locale d’ora in avanti fungeranno da utile alibi per scampare ai tribunali. O magari si stilerà un elenco in base agli ascolti. Sopra il 3% di share, puoi bigiare. A che serve, in fondo, affannarsi a dimostrare di avere la fedina penale pulita, se i carichi pendenti non sbarrano la porta del parlamento e in taluni casi divengono il prerequisito indispensabile?

    La tv viene considerata centrale nella campagna elettorale, perché i competitori dei vari schieramenti esistono (quasi solo) in virtù delle telecamere. Cancellati per sempre i comizi, se parli loro di “presenza sul territorio” pensano ai parcheggi e alle vie d’accesso ai vari studi dei network che si contendono il loro faccione da leader. A prescindere dai contenuti, tra proposte shock, annunci di condoni tombali e frasi ripetute come mantra.

    Ovunque sia e con chiunque, ad esempio, Matteo Renzi riattacca con la solfa che ha mantenuto la promessa delle primarie: se perdo, tornerò a Firenze, a fare il sindaco a tempo pieno; intanto è dovunque anziché nella città che gli diede i natali. Fare domande – i giornalisti hanno questo viziaccio – è inutile. Tanto le riposte seguiranno tutt’altre logiche… e mica siamo alla Tribuna elettorale di Jader Jacobelli! Importante è esserci. Per non dover andare altrove.

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