Sformat di Mariano Sabatini – La tv dà conto del ritiro di Ratzinger, con colpevoli omissioni

Le dimissioni di Papa Ratzinger sono state al centro di numerose edizioni straordinarie e di programmi speciali

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    Papa Ratzinger si dimette

    Inevitabile che la notizia clamorosa dell’abdicazione di papa Ratzinger stravolga i palinsesti di tutte le reti, dando la stura alle edizioni straordinarie no-stop dei telegiornali. Da Giovanni XXIII, che ha avviato la stagione moderna del Chiesa, a Giovanni Paolo II, pontefice mediatico per eccellenza, fino a Benedetto XVI, la televisione ha avuto un ruolo determinante nella diffusione dell’immagine e dei messaggi cattolici. In particolare, Ratzinger, che pure è apparso sin da subito un pontefice distante e poso estroverso, si è prestato molto alle telecamere. Non solo a quelle presenti nelle occasioni ufficiali.

    Il papa dimissionario accettò di apparire nei documentari su Sky, Vaticano: oltre la soglia, incentrati sulla sua quotidianità, sul disbrigo degli impegni istituzionali nelle stanze vaticane anche private. Due anni fa, Joseph Ratzinger scelse, invece, di rispondere alle domande dei fedeli attraverso i schermi di A sua immagine, rubrica religiosa di Raiuno. Il primo papa coinvolto direttamente nella produzione di una trasmissione televisiva, pur con risposte preregistrate, senza contatto con le persone che gli si rivolgevano.

    Ora è il momento delle previsioni, delle dietrologie, delle attribuzioni di preveggenza (Nanni Moretti, per primo, che in Habemus papam immaginava qualcosa di molto simile a quanto accade). È il momento dei commenti di massa sui social network, soprattutto Facebook e Twitter, dove cinguetta da qualche settimana anche lo stesso papa. Dalla diffusione della notizia, i tg hanno dato conto di tutto: delle reazioni dei politici, ovviamente, dello sgomento che una decisione del genere comporta, degli scenari che si aprono in vista del conclave imminente. Hanno taciuto solo gli altrettanto comprensibili commenti negativi presenti sul web. Quando, riportando la vox populi, dovere di cronaca imporrebbe anche la menzione di chi ravvisa motivi di sofferenza nelle posizioni radicali della Chiesa su coppie di fatto, omosessualità e fine vita.

    Abbiamo dovuto attendere Sky Tg24 Pomeriggio per ascoltare un prelato che, pur deprecandoli, ricordasse i nomignoli attribuiti al pontefice in questi otto anni. Mons. Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense, si è spinto fino ad auspicare – con grande onestà intellettuale – l’arrivo di un successore che dica “le stesse cose di Ratzinger, ma con maggiore capacità di coinvolgimento dei giovani”. Vedremo se Vespa, nello speciale di stasera, sarà altrettanto coraggioso nel celebrare l’altro suo “editore di riferimento”.