Sformat di Mariano Sabatini – La terra dei cuochi? Solo brodo allungato che non può stuzzicare l’appetito

Antonella Clerici in prima serata con La Terra dei cuochi, la versione in abito da sera poco convincente de La prova del cuoco

da , il

    Antonella Clerici La Terra dei Cuochi

    Il rapporto della televisione con la cucina è molto antico. Potremmo dire che i fornelli, il cibo, le padelle, i cuochi siano soci fondatori del piccolo schermo: ne sa qualcosa la giornalista Antonella Dilorenzo che ha ripercorso la storia della telecucina nel libro Cuochi, sorrisi e tv (Ed. Riuniti). Da Mario Soldati in qua. Quando Luciano Rispoli cercò di convincere e convinse Luigi Veronelli a proporsi come divulgatore culinario in coppia con Delia Scala e soprattutto con Ave Ninchi – abbinamento perfetto – nelle varie edizioni di Colazione allo studio 7, si era agli albori. Negli anni Settanta. Da allora non si è più smesso di preparare pietanze e parlarne davanti alle telecamere. Negli anni Ottanta, su Tmc, il testimone passò a Wilma De Angelis, in Telemenù e poi Sale, pepe e fantasia. Se, però, la presentatrice-cantante avesse saputo quale abuso avrebbero fatto le varie reti della cucina in tv probabilmente persino la celeberrima Patatina – nomen omen! – ci avrebbe pensato bene…

    Antonella Clerici non ha inventato nulla con La prova del cuoco, nato tredici anni fa su Raiuno, ma le va dato il merito di aver intuito la necessità di riproporre un genere classico in una fascia oraria perfetta. Meno intelligente è la scelta di voler colonizzare, con un format molto simile, la prima serata.

    Il venerdì, sempre su Raiuno, ha debuttato La terra dei cuochi. Sotto lo sguardo sapiente di Davide Scabin, chef stellatissimo nonché giudice-arbitro dello show, persone comuni si misurano in una gara gastronomica, in accoppiata con “manzi” (tanto per rimanere in ambito mangereccio) come Walter Nudo, Giorgio Mastrota, Flavio Montrucchio, Ugo Dighero. Utili a dare alla conduttrice lo spunto per suoi amati doppi sensi da camionista (“tutto bene a cucinare con un bel maschione così?”).

    Sarebbe bastato ascoltare e applicare al mezzo televisivo la frase emblematica di Davide Scabin, “Non esiste un grande piatto, se il cuoco non sa cosa vuole cucinare”, per intuire che un’operazione del genere avrebbe dato l’esito di un brodino fin troppo allungato. La terra dei cuochi sembra La prova del cuoco in abito da sera. E dopo un’intera settimana chi abbia seguito la Clerici nel programma quotidiano ha voglia d’altri sapori. Inoltre, drammatizzato quanto si vuole, e pur con ruoli alquanto sclerotizzati, Masterchef rappresenta il giro di boa; al di là del quale sarà difficile trovare un originale spunto narrativo da usare per la telecucina.