Sformat di Mariano Sabatini – La stagione dei blitz ci ricorda com’era e come potrebbe essere la tv

Sformat di Mariano Sabatini – La stagione dei blitz ci ricorda com’era e come potrebbe essere la tv

La stagione dei Blitz – Un programma innovativo rivisitato trent’anni dopo è ora in onda, il lunedì alle 23

    Gianni Minà

    Accontentiamoci delle repliche, in mancanza dell’originale. Gianni Minà è tornato in tv, ma poiché questa tv che professionalizza l’incapacità non può sostenere un creativo puro in piena attività, sceglie di impiegarlo a mezzo servizio. Così il giornalista e conduttore si è messo alla consolle e, senza soverchie polemiche, ha tagliuzzato alcune puntate dello storico Blitz, diretto su Rai2 all’epoca da Giuliano Nicastro. A distanza di trent’anni il programma che nacque per garantire una domenica alternativa agli italiani, fino allora impegnati con Domenica in, non mostra una ruga, e si rivela alquanto dannoso per il confronto con la televisione attuale. La passione di Minà nel congegnare le varie puntate, della durata di cinque o sei ore, e il coinvolgimento e il divertimento degli ospiti fecero del “contenitore” di sport, cultura, spettacolo, costume, l’appuntamento scapigliato per eccellenza. La stagione dei Blitz – Un programma innovativo rivisitato trent’anni dopo è ora in onda, il lunedì alle 23.50 circa per la regia di Andrea Dorigo su Rai3.

    Titolo e sottotitolo sono lì a ricordarci che il periodo d’oro dei Minà è concluso, questo è il tempo dei Giletti, dei Conti, dei Bonolis… È così, per quanto proroghe generose sotto sembianze di repliche, vogliano illuderci che non sia così. Gente come Massimo Troisi, Lello Arena, Roberto Benigni, con sottofondo di James Senese e Lina Sastri che intonava una nenia popolare napoletana accorrevano nello studio disadorno e modernissimo per disquisire di nuova cinematografia; mentre Ida Di Benedetto, all’epoca pluripremiata e nel frattempo scomparsa dalla scena, declamava in tedesco. Occasioni non biecamente promozionali, in cui allegria, ironia sferzante, improvvisazioni, nessun assillo dell’Auditel facevano il resto.

    La domanda è: perché a Minà, che qui realizza degli intermezzi, o meglio, didascalie d’autore, Andrea Vianello non ha chiesto un nuovo programma? Un quesito che può essere inteso come suggerimento per il prossimo futuro.

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