Sformat di Mariano Sabatini – La fine del mondo è vicina, ma non quella che immaginano Gli Apocalittici

Sformat di Mariano Sabatini – La fine del mondo è vicina, ma non quella che immaginano Gli Apocalittici

Gli Apocalittici - Armati per la fine del mondo, in onda su NatGeo di Sky, fa parte di un filone che conquista il pubblico

    Gli Apocalittici su NatGeo

    Sky ne è strapiena e ha suoi estimatori, penso alla Tv catastrofica, che è anche un genere cinematografico di successo. Su NationalGeo è in programmazione Gli Apocalittici – Armati per la fine del mondo, diciotto appuntamenti per raccontare chi da anni si prepara ad affrontare la fine del mondo o, a seconda delle convinzioni religiose, il giorno del giudizio universale. Niente a che vedere con profezie e maledizioni, solo spiegazioni scientifiche legate ad inversioni geomagnetiche, mutamenti climatici irreversibili e violenti, tsunami e terremoti di proporzioni bibliche…

    Ognuno insegue le proprie ossessioni sulla scorta di quell’attenzione iperselettiva che ha in sé una buona dose di lucida follia. Confesso di avere una passione per questo filone. Il seguito di cui gode si deve a quel larvato masochismo che alberga in ciascuno: ci piace soffrire, ma in modo controllato e con la mediazione rassicurante della Tv, immaginando quello che potrebbe essere. Ma anche no. Ipotesi, fantasie, ricostruzioni, testimonianze, ben assemblate nel caso degli Apocalittici.

    Una coppia del Texas vive in attesa della fine, preparandosi ad essa, chiusa un fortino d’acciaio energeticamente autosufficiente. Cacciano, allevano, coltivano e immagazzinano scorte.

    Ne hanno a tonnellate, ben conservate in container, sufficienti a nutrire per anni almeno ventidue persone. C’è chi teme i movimenti della faglia di Sant’Andrea e il caos che potrà seguire al fatidico Big One, il grande terremoto che muterà l’assetto idrogeologico per come lo conosciamo. Dunque si allenano a mangiare erbe e pesce crudo, a muoversi al buoi, a difendersi dalle aggressioni.

    La sopravvivenza è un mestiere duro, certo più eccitante di chi stenta ad arrivare a fine mese con stipendi e pensioni da fame. L’apocalisse ha spesso un volto più quotidiano, domestico direi, questa però non ha docureality che sappiano raccontarla in modo altrettanto appassionante.

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