Sformat di Mariano Sabatini – Intervista tv per papa Bergoglio, attento alla comunicazione senza farsi travolgere

Papa Bergoglio è attento alla comunicazione, ma senza farsi travolgere

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    Papa Francesco

    Alla fine di questo soggiorno di papa Francesco a Rio de Janerio per la Giornata Mondiale della Gioventù, molto documentata come ovvio dalle telecamere di tutto il mondo, ci rimarranno delle immagini: la spiaggia di Copacabana, ribattezzata “papacabana”, certo; ma soprattutto il pontefice che si arrampica con qualche fatica sulla scaletta dell’aereo trascinando la sua cartella rigonfia di documenti, l’utilitaria con la targa vaticana assalita dai fedeli, lui che sugge il mate offertogli da uno sconosciuto o che entra in una casa delle favelas, il suo trasporto nei confronti di una nazione afflitta da tanti mali eppure esplosiva negli entusiasmi.

    Questo è un pontefice attentissimo alla comunicazione – nel senso che sembra aver calibrato gesti atteggiamenti comportamenti per amplificare i suoi messaggi – però non si lascia travolgere da essa. Tantomeno condizionare. Decide lui il quando e il come. Sull’Airbus che lo portava alla “fine del mondo” (grazie a lui, alla sua potenza massmediatica, divenuto presto il “centro del mondo”) non ha voluto rispondere alle domande che tradizionalmente i giornalisti rivolgono al papa. Lo ha fatto al rientro, regalando aperture non trascurabili; sui gay, ad esempio: “Io non giudico, se è una persona di buona volontà, chi sono io per giudicare?. Non ho trovato carte d’identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono, credo che si deve distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby”.

    E prima di salire sull’aereo che lo riportava in Italia, ha addirittura concesso un’intervista esclusiva alla tv brasiliana: “Mi sono sentito accolto con grande affetto. Il popolo brasiliano ha un grande cuore”, ha detto al giornalista Gerson Camarotti di Globo News. In quanto alla rivalità storica, non solo calcistica, tra Brasile e Argentina, Bergoglio ha scherzato: “Credo che è stata totalmente superata. Perché abbiamo negoziato bene: il Papa è argentino e Dio è brasiliano”. Non gli mancano lo spirito né l’umiltà, utili a superare quelle distanze che finora hanno impedito ai suoi predecessori di prodursi in simili conversazioni davanti alle telecamere. TgLa7 Cronache ha appena replicato ampi stralci dell’intervista: Bergoglio è apparso stanco, sereno, disponibile al dialogo. Vescovo e pastore, che accoglie, non lancia anatemi. Tanto ci basti, per ora.