Sformat di Mariano Sabatini – Il talento non televisivamente modificato di Britti che regala Emozioni

Sformat di Mariano Sabatini – Il talento non televisivamente modificato di Britti che regala Emozioni

Giusto concedere a certi beniamini del pubblico come Alex Britti qualche manciata di minuti in tv

    Alex Britti Emozioni

    In seguito alla recente morte di Enzo Jannacci e Franco Califano, abbiamo potuto constatare in modo palmare come il lavoro dei cantautori – il loro mondo di emozioni, suoni, note, parole – pervada la vita di ognuno. Due monumenti della canzone pop che in fondo vivevano appartati, poco disponibili a farsi coinvolgere nel bailamme del piccolo schermo, o poco considerati da chi compila le scalette dei varietà con ospiti e dei talk show. Eppure, al momento dell’ultimo addio, tanta gente, in modo forse sorprendente, si è mostrata disposta a fare lunghe file per posare un fiore o anche solo la mano sulle loro bare esposte. La tv ha la responsabilità della scarsa attenzione nei confronti di certi artisti e della musica in genere, ma in qualche piega del palinsesto spuntano oasi di omaggio alla creatività con scopi non meramente promozionali.

    Emozioni, il lunedì alle 23.20 su Raidue, offre il racconto della vocazione e della passione alla base della carriera di un protagonista della discografia. Il ritratto di Alex Britti, autore di tanti tormentoni estivi e amatissimo anche per l’aspetto fascinoso, parte con una frase un po’ corriva: “Ogni artista ha un luogo magico, un posto dove le sue canzoni prendono vita e dove entrano nel cuore della gente”. I testi, improntati ad una non sempre efficace disinvoltura, sono di Andrea Felici, Tommaso Marazza, Claudio Moretti, Virginia Di Marno, Coralla Ciccolini; con la consulenza di Mario Luzzatto Fegiz, critico del Corriere della sera.

    Se la qualità si giudicasse dagli esegeti, dovremmo credere che Britti, magnificato da Flavio Insinna, Maurizio Costanzo e Pierluigi Diaco, non sia il bluesman degno di duettare con Ray Charles e “il miglior chitarrista italiano”, come da definizione dei critici.

    Ma non è così. Giusto, in ogni caso, concedere a certi beniamini del pubblico – soprattutto a quelli come Britti che vengono dalla vecchia sana gavetta – qualche manciata di minuti in tv per celebrare il talento non televisivamente modificato.

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