Sformat di Mariano Sabatini – Il presidente Grasso contro Travaglio. Speriamo che i talk show non si trasformino in mezzogiorno di fuoco

Sformat di Mariano Sabatini – Il presidente Grasso contro Travaglio. Speriamo che i talk show non si trasformino in mezzogiorno di fuoco

Piero Grasso vs Marco Travaglio a Servizio Pubblico

    Grasso vs Travaglio da Santoro a Servizio Pubblico

    L’irritualità domina il dibattito politico e, reduci dal ventennio berlusconiano all’insegna della deregulation omnicomprensiva, ormai riguarda tutti. A mia memoria, non era mai accaduto che un presidente del Senato – ossia la seconda carica dello stato, dopo il presidente della repubblica – chiamasse in diretta un talk show in pieno svolgimento per protestare contro accuse “infamanti”. Lo aveva fatto il premier Berlusconi. Ha replicato ieri sera, a Serviziopubblico su La7, il neopresidente del Senato Piero Grasso per chiedere un incontro televisivo con Marco Travaglio, una singolar tenzone a colpi di dichiarazioni e smentite.

    Non deve essere facile vivere nei panni del vicedirettore del Fatto Quotidiano per 24 ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno, tutti gli anni della vita. Un uomo “contro” per tutte le stagioni, con una sorprendente capacità di racconto delle pubbliche malversazioni italiane e il rischio, finora scongiurato, di scadere nel manierismo dell’invettiva a chiamata.

    Travaglio ha definito Grasso un “italiano, molto furbo, uomo di mondo”, che “ha saputo gestirsi molto bene”; e fin qui etichette generiche che potrebbero attagliarsi a tanti, primo fra tutti, lo stesso Travaglio. Poi le accuse più circostanziate: “Non ha mai pagato le conseguenze di un’indagine, si è sempre tenuto a debita distanza dalle indagini su mafia e politica, si è addirittura liberato, quand’era procuratore di Palermo, di tutti i magistrati che facevano indagini su mafia e politica”. Secondo il giornalista torinese, il presidente del Senato “si è reso protagonista di alcuni gesti ben poco nobili come rifiutarsi di firmare l’atto di appello contro l’assoluzione in primo grado di Andreotti, lasciando soli i sostituti procuratori che avevano presentato questo appello…”.

    Era abbastanza scontato che Grasso, tra l’altro poco abituato alla veste istituzionale che dovrebbe suggerirgli maggiore distanza dalle provocazioni giornalistiche, alzasse il telefono per replicare. Ma vuole farlo vis-à-vis, prima di giovedì prossimo, in una qualsiasi altra trasmissione perché “il contraddittorio è una regola di civiltà”. Constata l’urgenza di Grasso, Michele Santoro ha ironizzato sull’appuntamento al tramonto o all’alba, stile duello.

    Si è messo a disposizione, per ospitare il confronto a Piazzapulita, lunedì prossimo sempre su La7, Corrado Formigli. Travaglio pare che non ci sarà. Nel caso sciogliesse le riserve, speriamo che la tv di qui in avanti non si trasformi in Mezzogiorno di fuoco o Kill Bill.

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