Sformat di Mariano Sabatini – Il pianto di Berlusconi segna una nuova era massmediatica

Sformat di Mariano Sabatini – Il pianto di Berlusconi segna una nuova era massmediatica

Il pianto di Silvio Berlusconi mostrato in tv segna una svolta importante dell'era mediatica

da in Attualità, Sformat
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    Berlusconi piange

    In questa estate televisiva di programmazione parzialmente depotenziata, non speravamo di assistere al colpo degli Anni Zero, solo per un filo fuori tempo massimo. Sì, perché nel corso del suo pieno fulgore, negli anni di Forza Italia per intenderci, il berlusconismo ha mostrato tutta la sua possa muscolare; tra contratti con gli italiani firmati con la connivenza di “servizievoli” anchormen, editti bulgari grazie ai quali dirigenti zelanti hanno potuto defenestrare giornalisti molto poco collaborativi – penso soprattutto ad Enzo Biagi – e comici sgraditi. In quel periodo di strapotere, in conclamato conflitto di interessi, la voce del padrone si manifestava spesso e volentieri con telefonate a Ballarò o a L’Infedele.

    Oggi, il cambio di passo, epocale oserei dire. Si punta tutto sulla mozione degli affetti. Nella telecrazia compiuta, in cui sempre più ci si illude che i telespettatori coincidano con la porzione di cittadini di buona volontà che si recano alle urne, ha un senso parlare in una rubrica di critica televisiva del pianto che l’ex premier e pregiudicato Sivio Berlusconi ha inteso dare in pasto alle telecamere dei vari tg. Se la piazza sotto casa era semideserta – nonostante gli sforzi di falchi, colombe, pasionarie e pitonesse – il piccolo schermo ha opportunamente decuplicato il messaggio, come un uomo di tv poteva facilmente intuire.

    Ci voleva una sentenza della Corte di Cassazione per indurre il caro leader a mostrare il lato umano: la sua sensibilità pelosissima, e tanto sospetta perché conseguente alla conferma di una condanna severa e giusta per frode fiscale, terrà campo d’ora in avanti, pervaderà gli animi degli ultimi ingenui (?), molcerà in senso leopardiano i cuori, gli animi, le coscienze dei degli ultimi forzaitalisti, nel momento della riesumazione del marchio (Forza Italia), degli inni, di quell’entusiasmo di marca imprenditoriale che persino il professor Giuliano Urbani, ideologo della prima ora del partito del cavaliere, giudica anacronistici. Commozione programmata e funzionale. Si dice che il coccodrillo versi lacrime dopo aver sbranato e digerito le sue prede e gli scritti di Esopo ci hanno insegnato a leggere in controluce nei comportamenti animali quelli umani.

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