Sformat di Mariano Sabatini – Il giornalismo sommerso dal rocker Paragone e quello salvato da Leosini

Sformat di Mariano Sabatini – Il giornalismo sommerso dal rocker Paragone e quello salvato da Leosini

Mariano Sabatini commenta Il giornalismo sommerso dal rocker Gianluigi Paragone e quello salvato da Franca Leosini

da in Personaggi Tv, Rai 2
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    L'Ultima Parola, Gianluigi Paragone

    Si parla molto della svolta rock di Gianluigi Paragone, mirabolante conduttore dell’Ultima parola su RaiDue. Bontà sua, lady Cristina Parodi ha avuto l’idea di chiedere un’opinione in merito ai ronzanti Giuseppe Cruciani e David Parenzo, nella rubrica del “bianco e nero” su La7. Entrambi i campioni del giornalismo ad effetto, tendente al cazzeggio e incline alle imboscate sotto mentite spoglie via telefono, hanno con diverse motivazioni assolto l’ex responsabilissimo e poi ravveduto direttore del quotidiano La Padania, oggi vicedirettore della rete due. Vi sarà capitato di incrociarlo: capelli rasati quasi a zero, scamiciato, chitarra in mano, mentre snocciola un rap o un classico della musica leggera. Questo è il giornalismo che ci meritiamo, perché lo tolleriamo.

    Non ne faccio neppure una questione di Ordine o deontologia, in ballo è la credibilità. Questo signore rivendica gli ascolti che salgono durante le sue performance canore… Se è per questo Gianni Morandi aveva già dimostrato che calandosi i pantaloni e rimanendo in mutande l’Auditel s’impennava. Speriamo che Paragone non voglia emularlo per dare un’ulteriore scossa ai telespettatori di quello che dovrebbe essere un talk show di approfondimento presentandosi in speedo.

    Al posto della Parodi avrei chiesto invece a Franca Leosini, anche lei ospite del contenitore pomeridiano su La7, cosa pensa di questo genere di performance del collega, stipendiato dal servizio pubblico.

    Sarà che Cristina è una cultrice di galateo, non avrà voluto mettere in imbarazzo la formidabile autrice e conduttrice di Storie maledette e Ombre sul giallo (RaiTre), poco avvezza alle passerelle televisive. E non perché poco richiesta.

    Donna tutta redazione e atti giudiziari, Leosini si dedica da anni anima e corpo al disvelamento del male che alberga in ognuno e che può trasformarci in assassini. Nonostante il comprensibile coinvolgimento umano (ieri ha dichiarato di aver pianto dopo l’intervista a Mary Patrizio, che affogò il figlioletto di 5 anni), si tiene a distanze siderali dalla morbosità di certi contenitori al sangue che sguazzano senza troppi scrupoli nella cronacaccia nera. Perché si può cantarle chiare senza imbracciare la chitarra.

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