Sformat di Mariano Sabatini – Il faccione di Vespa salva l’Auditel di Otto e mezzo, con tutte le conseguenze del caso

Sformat di Mariano Sabatini – Il faccione di Vespa salva l’Auditel di Otto e mezzo, con tutte le conseguenze del caso

Lilli Gruber ospita il suo ex-direttore Bruno Vespa per risollevare un po' gli ascolti di Otto e mezzo

    Otto e mezzo Lilli Gruber e Bruno Vespa

    Mi sono chiesto a lungo perché lady Lilli Gruber, di natura così choosy, abbia scelto di ospitare il suo ex direttore Bruno Vespa con tomazzo ancora caldo di stampa al seguito, ieri sera a Otto e mezzo su La7. La stessa rete che, mi dicono, ad esempio a Bookstore (passato in eredità da Alain Elkann ad Andrea Molino) ha scelto di non fare promozione ai libri dei giornalisti. La decisione sarebbe del direttore, Enrico Mentana. Giusto smarcarsi dalle markette tra colleghi (lo dice uno che è in tour promozionale con un libretto), sacrosanto, se non fosse che si smentiscono subito, offrendo la seggiola a Giampiero Mughini, Marcello Veneziani, Luciana Castellina… perché sia chiaro che tutti i giornalisti sono uguali, ma evidentemente alcuni sono più uguali di altri. E su tutti regna il potente Bruno Vespa, molto simile al fenomeno Maurizio Costanzo degli anni Novanta dello scorso secolo. Tentacolare. È ovunque, con una sicumera che rasenta la tronfiezza.

    Poiché sappiamo delle frizioni che Gruber e Vespa vissero ai tempi della coabitazione al Tg1, mi faccio l’idea che la signora con il tailler Armani congenito abbia deciso di dargli un “passaggio” per giovarsi del faccione-salva-Auditel. Scelta di tornaconto reciproco, insomma, zona marketta chiambrettiana. Tanto sfacciata che l’anchorman di Porta a porta, appena poggia le auguste terga a La7 – i cui studi romani sono alloggiati in un’ex palazzina Rai, a pochi passi da via Teulada 66 – nel giro di pochi secondi trova il modo di citare due volte “il libro”. Così da richiamare la collega all’ordine, inducendola a citare finalmente il titolo, per fare le cosine a modino.

    Lo spunto più interessante lo fornisce Antonio Padellaro, ricordando la scena invereconda del famigerato contrato con gli italiani firmato in diretta da Silvio Berlusconi. “Lo rifarei domani”, sbotta Vespa, partendo poi con la filippica dell’imparzialità. Il direttore del Fatto Quotidiano gli chiede perché mai non abbia mai invitato Marco Travaglio per intervistare l’ex premier e Gruber fa notare che Vespa non si pente mai di nulla. Senza infierire troppo, perché anche lei ha un libro appena uscito e una seduta a Porta a porta è quello che si augura qualunque scalatore di classifiche.

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