Sformat di Mariano Sabatini – I napoletani dimostrino di essere cambiati lasciando la tv libera di lavorare

L'oro di Scampia, film tv a puntate con Beppe Fiorello, accende le polemiche

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    Beppe Fiorello L'oro di Scampia

    La grave crisi che viviamo non è più solo finanziaria: intacca i rapporti umani, altera le percezioni e le reazioni, sconfinando in un populismo che diventa delirio di onnipotenza. Apprendo dal TgLa7 Cronache (rete dove ieri sera Enrico Mentana e Giuliano Ferrara, in uno speciale sui poteri occulti in Italia, hanno dato manifestamente il loro peggio, beccandosi come i capponi di manzoniana memoria) che c’è stata una sorta di rivolta popolare contro le scelte degli sceneggiatori de L’oro di Scampia: film tv a puntate, protagonista Beppe Fiorello, su Pino Maddaloni e sulla sua palestra di arti marziali, che con lo sport ha sottratto braccia alla camorra.

    Sono state girate nei giorni scorsi nel centro storico di Napoli alcune immagini di una fiction che riguarda la camorra. Siamo esterrefatti ed indignati per quello che è stato consentito di fare a Via San Gregorio Armeno martedì scorso”, ha dichiarato Gabriele Casillo, presidente dell’associazione Corpo di Napoli Onlus. Questo signore deve aver scambiato l’ufficio fiction della Rai in una succursale della Pro Loco. Dopo tanti prodotti agiografici, che miravano a fare pedagogia anziché racconto sincero per immagini, si può anche capire che i napoletani si aspettassero altro dalla Rai.

    È inconcepibile che l’ autorità preposta abbia rilasciato i permessi per ‘inventare’ nella più famosa strada d’arte napoletana una menzogna così infamante. Siamo certi che la Municipalità competente interverrà con tutti gli strumenti giuridici nella sua disponibilità per impedire che immagini menzognere e lesive della dignità e dell’immagine del territorio vengano diffuse nel Mondo”, ha proseguito Casillo, scambiando un’opera di fantasia che prende ispirazione dalla realtà per un presepe vivente. Quelli di San Gregorio Armeno hanno avuto la medesima reazione di Sampia dinanzi all’ipotesi di Gomorra 2. In vero i napoletani, anziché tentare di imbrigliare la libera interpretazione altrui, farebbe meglio a dimostrare di essere cambiati evitando di esercitare censure preventive. L’edulcorazione della realtà, in senso positivo o negativo, non è mai un buon servigio a chi guarda, a meno che non si tratti di un fantasy. Ma si può stabilire solo dopo aver visionato l’opera incriminata.