Sformat di Mariano Sabatini – Grillo all’attacco della tv: ha l’ossessione, come Berlusconi per la giustizia

La battaglia di Beppe Grillo contro la tv: dopo la guerra ai talk show, arriva la lista nera dei giornalisti e dei cameramen

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    È giusto che una rubrica di critica televisiva si occupi di Beppe Grillo in quanto soggetto politico? Lo è, secondo chi scrive, perché lui – alla ricerca spasmodica di trovate ad effetto, non sapendo o non volendo agire nel concreto, su fatti tangibili – preferisce individuare bersagli a cui lanciare ogni santo strali avvelenati.

    E pur facendo credere di voler rinunciare ai consueti passaggi televisivi, nei vari talk show, il comico genovese campeggia sul piccolo schermo, con il privilegio dell’assenza di contraddittorio. Appare, per lo più, in “servizi chiusi” – come si chiamano in gergo – con la possibilità esclusiva di parlare ex cathedra; senza la rogna delle interruzioni/obiezioni e neppure delle domande scomode.

    Non pago, adesso ha deciso di dare battaglia anche ai cameramen delle varie televisioni che vanno al suo inseguimento; creando la lista dei buoni, pochissimi e soprattutto quelli solidali con il MoVimento 5 Stelle, e dei cattivi, quasi tutti: di certo, quelli Rai, Mediaset, Sky, La7. Mi sembra abbastanza grave.

    Durante il ventennio fascista furono promulgate le leggi fascistissime, per limitare la libertà di stampa o conculcarla del tutto nel caso di giornalisti non allineati. Grillo sogna per caso provvedimenti del genere? Visto che qui e là si torna ad evocare l’olio di ricino, il parallelo non paia azzardato. Liste di proscrizione o simili, con la distinzione tra giornalisti apprezzati o no del servizio pubblico, compaiono anche sul web. Simili atteggiamenti, va detto senza infingimenti, non possono certo lasciare indifferenti. Anche perché Grillo è il megafono, mentre in parlamento siedono i suoi, che lavorano alacremente alla soppressione dei sistemi di controllo come la Commissione di vigilanza sulla Rai.

    Con le emergenze che vive il paese, loro si occupano della Rai. Per tornare alle affinità, come Berlusconi dimostra di avere l’ossessione per la riforma della giustizia, Grillo ha quella per l’informazione e la tv. Contento lui, della parentela!? Noi non lo siamo.