Sformat di Mariano Sabatini – Gazebo e la satira grillina di Zoro che nasce dal web

Sformat di Mariano Sabatini – Gazebo e la satira grillina di Zoro che nasce dal web

Zoro si potrebbe definire il primo satirico di marca grillina: nasce dalla società civile E rompe gli schemi e gli schermi con un linguaggio di disarmante schiettezza

da in Rai 3, Sformat
Ultimo aggiornamento:

    Il Gazebo di Zoro Rai 3

    Nuovo appuntamento sulla Raitre griffata Andrea Vianello, che nel frattempo ha abbandonato il video come prescritto dal dg Gubitosi, in guerra contro i doppi incarichi (la direttora del Tg3, Bianca Berlinguer, sarà la prossima?). Domenica, in terza serata, Diego “Zoro” Bianchi rilegge a suo modo l’attualità, su testi di Andrea Salerno, Marco Dambrosio (il vignettista Makkox), Marco Damilano (inviato de L’Espresso, “nomade dell’opinionistica”) e Antonio Sofi (pescatore di gaffe e video-scivoloni ad Agorà). Nel retro-studio di Affari Tuoi, perché sia chiara la collocazione in palinsesto appena tollerata, dal teatro Delle Vittorie in Roma, Gazebo cerca di decrittare i mis-fatti della cronaca politica e non solo.

    Vista la sua matrice internettiana, tra YouTube e blog, Zoro si potrebbe definire il primo satirico di marca grillina: nasce dalla società civile, rompe gli schemi e gli schermi, si affida a un linguaggio di disarmante schiettezza, la stessa che in politica viene definita antipolitica. Per similitudine, quella di Zoro è antisatira e si esprime nel primo esempio di format televisivo autarchico, poco al di sopra di un video diffuso sul web. Dalle riunioni politiche al Festival di Sanremo, Gazebo eleva l’incursione a strumento di indagine conoscitiva. Senza trucco e senza inganno, neppure linguistico: Zoro, infatti, si lascia andare all’uso spregiudicato del dialetto romano per dire cose che i colleghi, imbrigliati nel “radicalscicchismo” di una certa sinistra elitaria, non direbbero mai.

    Sulla non vittoria del centro sinistra e contro la retorica giovanilistica vincente, fa notare che ad ascoltare Bersani nell’ultimo incontro in chiusura di campagna elettorale c’era una manciata di giovani e “il resto del teatro era pieno di gente che la prima volta che aveva votato c’erano Togliatti e De Gasperi”. I vecchi sono di più, allora abbiamo sbagliato qualcosa, sostiene.

    E ancora: “Berlusconi era finito poi so’ arrivati Santoro e Travaglio e li ha smacchiati, perché lui li ha smacchiati…”. Alla faccia dell’endorsement di Nanni Moretti, “so’ vent’anni che stamo in analisi, pe’ colpa sua”. Più che satira 2.0, comicità un filino disfattista, all’olezzo di cipolla. E se in parlamento possono sedere gli imberbi del Movimento 5 Stelle, Zoro può stare su Raitre.

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