Sformat di Mariano Sabatini – Estate in diretta, perché è giusto che la Rai si faccia carico di chi rinuncia alle vacanze

Sformat di Mariano Sabatini – Estate in diretta, perché è giusto che la Rai si faccia carico di chi rinuncia alle vacanze

Marco Liorni e Barbara Capponi conducono Estate in diretta, il nuovo programma del pomeriggio di Rai Uno

    estate in diretta marco liorni barbara capponi rai1

    Forse siamo riusciti ad inculcare nella testa stramba dei compilatori di palinsesti che l’estate non è uguale per tutti. Se prima molti partivano per località di mare o montagna e in parecchi rimanevano a casa, nelle grandi e piccole città come nei paesini, con la crisi che tira sono sempre di più quelli che rinunciano alle vacanze, avendo la tv come solo svago a buon mercato. È giusto che la Rai, soprattutto la Rai ma sarebbe un affare anche per gli altri network, si faccia carico come servizio pubblico di informare ed intrattenere anche sotto la canicola. Con programmi in diretta, pur se accerchiati da repliche consunte dall’uso.

    Chiusa la Vita in diretta, indirizzata Mara Venier verso i lidi di Domenica in, Daniel Toaff (sempre lui, il campione del matrimonio in diretta di Valeria Marini!) ha inventato la testata Estate in diretta, con la conduzione di Barbara Capponi – risorsa interna e non sgradevole dell’azienda – e dell’ottimo Marco Liorni. Raro esempio di presentatore sfiorato dal Grande Fratello, dove ha ricoperto a lungo e mai lagnandosene il ruolo di usciere della “casa”, senza lasciare che la bolgia del reality show più famoso lo cambiasse.

    Liorni ha la voce salda, da esperto speaker radiofonico, e la faccia da bravo ragazzo, anche se credo non sia più proprio un ragazzo. Come si dice: da uno come lui acquisteresti un auto usata; figuriamoci se non ci passeresti un pomeriggio o tutti i pomeriggi estivi, tra un sonnellino, un servizio su Spagna (entusiasta perché il vicino di casa George Clooney tiene appeso in salotto il ritratto realizzato da lei), per la serie c’è speranza per tutti, e magari un salottino al sangue con i soliti commentatori, sempre gli stessi, tanto che pensi – ridestandosi dalla pennichella fugace – ad una replica invernale: ecco lì, i “culi di pietra” da talk show, spacciatori di opinioni, capaci di passare dal delitto avvenuto cinque minuti prima alla sagra del fungo garfagnino. Con Bruno Martino, io odio l’estate. Ma c’è chi la ama, anche in tv. Meglio se con Liorni.

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