Sformat di Mariano Sabatini – È la fine dei talk show delle risse? Non illudiamoci!

Sformat di Mariano Sabatini – È la fine dei talk show delle risse? Non illudiamoci!

    Confronto per le primarie del PD

    Quando qualcosa funziona in tv, in questa stagione di profonda crisi ideativa, tutti si agitano e se possibile si adoperano per ricopiarla. Il successo di Auditel del Confronto sulle primarie del PD, in onda in contemporanea su Sky Tg24 e Cielo, ha messo a rumore l’ambiente ed oggi si sprecano le paginate sui grandi quotidiani con i cervelloni che s’interrogano sulla fine del talk show politico, così come lo conosciamo. Ossia, con largo uso di rissa. La formula one to one, con il conduttore imbalsamato che pone la medesima domanda agli ospiti e con un minutaggio rispettato fino alla petulanza, non può funzionare alla lunga. Ha carattere di evento, applicato ad appuntamenti di grande rilievo, se riproposto come striscia risulterebbe stucchevole.

    Senza dire, è un’altra notizia di oggi, che il suddetto programma (che ha calamitato oltre 1 milione e 800mila telespettatori, per il 6% di share) secondo gli esperti, gli spin doctor e i sondaggisti, non avrebbe spostato di molto le convinzioni degli elettori del centrosinistra riguardo a ciascun candidato. Chi già aveva deciso a chi tributare sfiducia non s’è spostato di molto. Era prevedibile, anzi percepibile nello svolgimento della liturgia che gli organizzatori si erano dati: lo spettacolo fagocitava i contenuti. Per come il tutto è stato ideato – lo schema era quello di una sorta di quiz a risposta multipla – si faceva più caso al modo in cui Bersani, Vendola, Puppato, Tabacci e Renzi reagivano, guardavano in camera, stavano nei tempi che non ai messaggi di cui erano portatori.

    Mi sentirei, perciò, di consigliare a Beppe Grillo di non sperarci più di tanto; il Confronto sulle primarie PD per quanto innovativo (da noi, mentre negli Usa si tratta di un modello già usurato) non determinerà l’estinzione dei Vespa, Santoro, Floris o Lerner. Si può capire che Giovanni Minoli, campione del “faccia a faccia” televisivo con Mixer e La storia siamo noi, parli della crisi della “dittatura dei conduttori”. Lui che non si è mai fatto irretire dalla rissa da salotto. Ma ancora per un po’ ci toccherà, temo.

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