Sformat di Mariano Sabatini – Due “antipatiche” del piccolo schermo, tra suscettibilità e carriera

Monica Maggioni potrebbe essere la prima donna a ricoprire il ruolo di direttrice del TG1

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    Monica Maggioni

    Notizie, o qualcosa di simile, che riguarda due primedonne del giornalismo di casa nostra. La prima è la conduttrice in gramaglie (eternamente vestita di nero che smagra), Monica Maggioni. Dopo aver condotto a lungo edizioni di punta del Tg1, la rossa più famosa dopo Lilli Gruber parrebbe in dirittura d’arrivo per la seggiola da direttore del primo notiziario italiano. Famosa per i suoi arruolamenti al seguito delle truppe Usa, non ama che si usi la parola “embedded”, per le sue corrispondenze dal fronte, la signora ha un caratterino mica male, quando si tratta di mettere a tacere voci o fronteggiare maldicenze.

    Non solo. Ai tempi della mia collaborazione con il settimanale Gioia, la contattai per un’intervista. Percependo le sue ambizioni di carriera, mentre la sottoponevo ai miei quesiti, mi venne di chiederle se per caso non aspirasse alla direzione del Tg1. Non l’avessi mai fatto. Addirittura ventilò una querela se non avessi dato conto con precisione di domanda e risposta.

    Questo per dire quanto sia suscettibile, la conduttrice di Tv7. Tuttavia, non ci vedo nulla di male, considerati i criteri di designazione e soprattutto visti i predecessori, che sia finalmente una professionista a ricoprire il ruolo per la prima volta nella storia del Tg1. Se accadesse, spero però che Maggioni ripensi a quella mia domanda, profetica alla luce dei fatti, e si penta della reazione scomposta. Auguri.

    Un altro inconveniente mi occorse con Luisella Costamagna, purtroppo estromessa in malo modo dalla guida di In Onda su La7, la scorsa stagione, e poi inciampata nel flop clamoroso di Robin su Raitre. Lesse su Dagospia la trascrizione di un mio commento uscito su un quotidiano e si sentì offesa perché l’avevo definita “la biondina di Santoro”. Ammetto che l’etichetta fosse un tantino corriva, benché senza nessuna intenzione di offendere. Immagino quanto si sarà imbufalita, ieri sera a Serviziopubblico, quando Flavio Briatore l’ha chiamata “maestrina”. Ha avuto la difesa d’ufficio del collega Marco Travaglio e insieme sono andati all’attacco dell’ex patron del Billionaire. Tanto che Santoro s’è sentito di dover intervenire per difendere, richiamandosi alla Costituzione, gli ex condannati e riabilitati. Doppio motivo di scorno.

    L’antipatia paga… a volte.