Sformat di Mariano Sabatini – Davvero ‘L’Italia è un paese fondato sulle nonne’, Paola Severini ce lo dimostra

Sformat di Mariano Sabatini – Davvero ‘L’Italia è un paese fondato sulle nonne’, Paola Severini ce lo dimostra

Allo specchio, l’Italia è un Paese fondato sulle Nonne è il nuovo programma di Paola Serverini e Maurizio Gianotti, in onda domenica alle 12

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    Paola Severini Melograni Rai

    Dalla nonna di Cappuccetto rosso, passando per la rivisitazione che ne ha fatto la Angela Lansbury di In compagnia dei lupi (il film di Neal Jordan), fino ad arrivare alla giornalista Miriam Mafai che ospite a La7 rivelò che senza il suo aiuto economico il nipote non ce l’avrebbe mai fatta; le nonne – ma potremmo anche dire i nonni – hanno una rilevanza sociale, soprattutto in questa infinita stagione di crisi, e un peso culturale, che bisogna apprezzare com’è giusto. Lo fa Allo specchio, l’Italia è un Paese fondato sulle Nonne, il nuovo programma di Paola Serverini e Maurizio Gianotti, in onda domenica alle 12.00 su Rai Storia, e in replica il mercoledì all’01.00 circa su Rai Tre. Una bella idea, suggestiva, doverosa.

    Di volta in volta, Severini, donna di grande fascino, che non si tinge i capelli e non ha ceduto alla tentazione del lifting – il burqa del terzo millennio, secondo Gianluca Nicoletti – incontra donne significative: una più anziana e una più giovane, in qualche modo legate.

    Sul tema del “ricominciare”, la scorsa settimana, si sono confrontate l’attrice Carlotta Natoli (“Tutti pazzi per amore”) e l’artista Elena Malagodi, settantaquattrenne, già moglie del presidente del Senato Giovanni Malagodi.

    Impegnata, oggi, in progetti umanitari in Senegal. Mentre la volta scorsa la linguista Valeria Della Valle e la scrittrice Chiara Valerio si sono misurate sulle “parole per dirlo”, sulla scorta del libro omonimo di Marie Cardinal. “Lo stile dovrebbe essere lo stile proprio dell’individuo e non quello dell’imitazione”, ha dichiarato la professoressa Della Valle. A tal proposito, se questo programma potrebbe far pensare a un Harem di Catherine Spaak rivisitato, non è così; perché compie la non trascurabile rivoluzione di rendere protagoniste donne in là con gli anni, il cui grande fascino attinge alla cultura, all’impegno, al coraggio prima che “allo specchio”.

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