Sformat di Mariano Sabatini – Conti prende Canzonissima e lo trasforma in Tale e quale show

Sformat di Mariano Sabatini – Conti prende Canzonissima e lo trasforma in Tale e quale show

Dura critica su Tale e Quale Show di Carlo Conti, un programma dove colleghi imitano altri colleghi senza entusiasmare

    Carlo Conti Tale e Quale Show

    Quando la discografia vuole garantirsi un incasso considerevole si affida alle cover, brani musicali amati reinterpretati da cantanti di chiara fama: per carità, operazioni anche gradevoli, che si segnalano per l’evidente accidia produttiva di certe etichette e di taluni artisti. Devono aver fatto questa riflessione Carlo Conti e la caterva di autori che lo affiancano nel rimaneggiare il format di grande successo dei Migliori anni per adattarlo a quello, storico, di Canzonissima.

    Il risultato amorfo è una sorta di matrioska che ha l’involucro dei Migliori anni, contenente una bambolina russa più piccina con le fattezze di Canzonissima. Peccato che in tal modo abbiano snaturato entrambi i format, perdendosi per strada il racconto nostalgico dei tempi che furono (letti sulle rughe dei vecchi protagonisti della musica leggera, richiamati in scena dopo anni di assenza) e l’agone asperrimo dei cantanti in piena attività abbinati alla lotteria con nuovi brani. Questo era, infatti, il meccanismo di Canzonissima, dove Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Ornella Vanoni, Milva o Claudio Villa consumavano le corde vocali nel tentativo di far accettare i titoli assegnati loro. Scontri epocali che scatenavano un tifo appassionato, sostenuto da reale interesse per la musica.

    In questa edizione dei Migliori anni, il sabato sera su Raiuno, Conti si affida al brand di Canzonissima con l’unico fine apparente di recuperare alle telecamere Marco Masini, Luca Barbarossa, Enrico Ruggeri, Povia, Mietta, Karima, Paola & Chiara, Alexia che replicano i fasti di vecchie canzoni. Sai che primato! Sempre in zona Tale e quale show (altra matrioska): colleghi che imitano colleghi o scippano le loro hits.

    Roba da strapparsi i vestiti per l’entusiasmo. Meglio un juke-box.

    Per problemi di budget era fallito il primo tentativo di Morandi di riproporre la trasmissione degli anni Cinquanta-Sessanta. Il frankenstein di Conti non può considerarsi certo un remake: la tv e la discografia attuali appaiono così malmesse da non poterselo permettere.

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