Sformat di Mariano Sabatini – Come nacque il rapporto tra cucina e Tv, ce lo spiega un nuovo libro

Sformat di Mariano Sabatini – Come nacque il rapporto tra cucina e Tv, ce lo spiega un nuovo libro

A ripercorrere le tappe dei cooking show ci ha pensato la giornalista Antonella Dilorenzo in Cuochi, sorrisi e tv

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    Alessandra Dilorenzo Cuochi sorrisi e tv

    C’erano una volta lo scrittore Mario Soldati e Luigi Veronelli, il primo andava alla ricerca dei cibi genuini nella valle del Po – già negli anni Cinquanta – l’altro (enologo e gastronomo raffinato) spadellava in Colazione allo studio 7, in accoppiata con attrici come Delia Scala e Ave Ninchi, quest’ultima dall’esuberante genuinità e florida come un soufflé. Erano gli albori della Tv, anni sperimentali nei quali persino una pentola fumigante poteva creare, immagino, problemi di inquadrature e luci, con le mastodontiche telecamere che avevano in dotazione. A ripercorrere le tappe evolutive di quelli che oggi si chiamano cooking show ci ha pensato, ed ha avuto una buon idea, la giornalista Antonella Dilorenzo in “Cuochi, sorrisi e tv” (Editori Internazionali Riuniti): volumetto molto godibile, di agile lettura, pieno di risvolti inediti; utile a sistematizzare questa sezione a sé della piccola storia del piccolo schermo.

    Mancano purtroppo passaggi su Elda Lanza che dava lezioni di cucina in una trasmissione per ragazze, Luisa De Ruggieri, la prima cuoca della Tv, e sul Pranzo in Tv di Luciano Rispoli, che si interrogò a lungo prima di varare un talk show a tavola mentre gli ospiti gustavano le prelibatezze di un noto ristorante romano. Gli altri ci sono tutti e apprendiamo da Dilorenzo che fu proprio Rispoli a convincere il riluttante Veronelli a farsi cooptare dalla televisione, con il successo che ne conseguì.

    Paolo Limiti invece, allora direttore dei programmi di Tmc, nel 1979 decise di recuperare la “rottamata” Wilma De Angelis, cantante in voga sul finire dei Cinquanta dell’altro secolo, come cuciniera catodica. Nacque prima Telemenù e poi Sale, pepe e fantasia, programmi molto amati dai vari sponsor per i quali la simpatica ed imbranata “patatina” dovette imparare a soffriggere, impanare, impastare… seppure con l’ausilio di uno chef professionale.

    Poi sono arrivati La prova del cuoco, il cui numero zero venne realizzato da Marisa Laurito, Cotto e mangiato, i Menù di Benedetta, Master chef… e interi canali satellitari dedicati.

    Da quel momento in poi passione e competenza ai fornelli hanno lasciato campo libero allo show. La sensazione è che oggi la cucina sia per molti l’occasione per essere in video ad ogni costo. Mentre chef stellati, vedi Gianfranco Vissani, s’improvvisano conduttori e risultano assai poco digeribili. Il prossimo libro di Antonella Dilorenzo potrebbe, a questo punto, riguardare la tv che dopo aver fatto ingrassare gli italiani, li vorrebbe ora tutti a dieta, con toni apocalittici e quasi terroristici.

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