Sformat di Mariano Sabatini – Chiambretti e le sue ‘Intercettazioni’, molto meglio sul web che in tv

Sformat di Mariano Sabatini – Chiambretti e le sue ‘Intercettazioni’, molto meglio sul web che in tv

Piero Chiambretti e le sue "Intercettazioni": meglio adesso che nei suoi interminabili show targati Mediaset

    Chiambretti night   Solo per numeri uno

    A quando una rete tv targata Rcs? Per ora questo editore si accontenta di proporre incursioni televisive sulla piattaforma del suo maggiore organo di informazione, “Il Corriere della sera”. Cominciò Enrico Mentana, nel periodo di interregno tra Mediaset e La7, con dei talk show politici. Poi il genio di Ivan Cotroneo, scrittore e sceneggiatore di grande resa, si è applicato alla fiction Una mamma imperfetta, presto in replica su Rai2, dopo aver fatto registrare un esodo considerevole sui link delle varie puntate. A ben vedere la tv alternativa al mainstream comincia ad avere significativi esponenti: Fiorello è riuscito, al solito, a trasformare la sua Edicola in un appuntamento cult, spessissimo riverberato da YouTube ai network tradizionali; Antonello Piroso, lasciata La7, si è trasferito con interviste one to one a personaggi della cultura e dell’attualità su BlogoTv.

    L’ultimo acquisto di Rcs è l’incursore, disturbatore, guastatore per eccellenza, Piero Chiambretti. L’unico in grado di stare alle calcagna del non simpaticissimo Giovanni Spadolini per interminabili minuti, marcando stretto l’allora presidente del Senato con domandine e ammiccamenti infidi, senza tuttavia farlo spazientire. Mi riferisco ai tempi gloriosi del Portalettere su Rai3. Ora anima Intercettazioni sul Corriere.it: tre minuti o poco più di radiovisione, al telefono con il “mostro”, sia detto alla latina, di turno.

    Seduto ad una scrivania, con una scenografia virtuale alle spalle, il presentatore torinese cerca di carpire dichiarazioni o reazioni divertenti a Lino Banfi (“il cinema è morto, ma datemi un premio anche solo di peliche”), Raffaella Fico (“Balotelli è sempre fico”), Cristiano Malgioglio (“Sono contro i matrimoni, figuriamoci quelli gay”) e via così. Nel tentativo, non troppo dissimulato, di alzare l’asticella dell’umanamente tollerabile, senza portare chi guarda a sperdersi nei territori del masochismo puro. Chiambretti c’è, si impegna, va a segno. Più in questi tre minuti che negli show interminabili su Mediaset. Tragga le sue considerazioni.

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