Sformat di Mariano Sabatini – Che scandalo, quel video dei Fratelli d’Italia dettato da omofobia e volgarità

Volgare e fuori luogo il video omofobo di Raffaele Zanon e Alberto Pedrina, candidati veneti dei Fratelli d’Italia

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    Raffaele Zanon e Alberto Pedrina spot offensivo contro gay

    Alle tante occasioni di visibilità di questa campagna elettorale, oltre a quelle offerte dalla tv, bisogna aggiungere le finestre garantite dalla Rete. Tanto per dire, ieri l’episodio di gossip più gustoso si è verificato dietro le quinte di Web condicio, forum politico organizzato e ripreso dalle telecamere del sito del Corriere della sera. Bersani aveva già lasciato gli studi quando, in uno slancio di cortesia dettato da fair play, è sceso dall’auto per salutare l’ex premier Berlusconi, pronto a prendere il suo posto. Rapida stretta di mano e una battuta sulla imminente smacchiatura del giaguaro che ha suscitato l’ilarità dei presenti (come dei telespettatori del TgLa7, dove il siparietto è stato replicato).

    A dispetto di tanta disinvoltura fuori dagli studi tv, ieri sera i tre principali competitors politici, tra cui Monti, hanno scelto di apparire separati a Bersaglio mobile – Uno dopo l’altro su La7. La mancata disponibilità dei maggiori leader a dar vita, per un motivo o un altro, ad un confronto diretto denota poca considerazione nei confronti degli elettori. Si preferisce l’intervista spot, in cui esibire le proprie capacità di seduzione, al dibattito one to one o tutti contro tutti, carico di maggiori incognite.

    Chi, invece, non ha la possibilità di apparire spesso sui grandi network punta alla comunicazione shock fai da te, affidandosi al mare magnum di YouTube. Raffaele Zanon e Alberto Pedrina, candidati veneti dei Fratelli d’Italia (il neo partitino in cui è capolista quel campione dei diritti civili che è Ignazio La Russa), hanno pubblicato un video – prontamente ripreso dalle tv – che fa il verso all’intervento dei due nubendi gay a Sanremo. In uno dei cartelli appare l’avvertimento deprecabile, per l’omofobia che lascia trasparire, “non votare con il culo”. Per completezza va detto che Giorgia Meloni e Guido Crosetto, maggiorenti del suddetto movimento, si sono prontamente scusati e dissociati da una trovata così volgare e insultante. Darne conto senza la dovuta indignazione, sia detto per i conduttori e i giornalisti, significa rendersi in qualche modo complici del cattivo gusto e del pessimo costume.