Sformat di Mariano Sabatini – Carlo Conti, I migliori anni e l’incubo degli eterni ritorni

Sformat di Mariano Sabatini – Carlo Conti, I migliori anni e l’incubo degli eterni ritorni

Carlo Conti ne I Migliori anni riesuma vecchie glorie per contrastare Italia's Got Talente su Canale 5

    Carlo Conti I Migliori anni

    Strano posto, l’Italia, dove per ricordare tragedie come la shoa e le foibe si devono istituire giorni della memoria, mentre le star degli anni Cinquanta e Sessanta non accennano a cedere il passo sui palcoscenici alle colleghe, più giovani e non per questo dotate di maggiore charme o attrattiva per il pubblico. Nelle vesti di cultore del bel canto italico, il sabato in prime time su Raiuno, Carlo Conti si conferma il sacerdote dei nostri Migliori anni, quelli in cui ogni canzone era una Canzonissima… Prendi una manciata di interpreti di seconda fila, mischiali a qualche vecchia gloria (Ornella Vanoni, Gino Paoli, Al Bano) e il pastrocchio è fatto. Tanto per tenere testa, senza sfracelli, al temibile Italia’s Got Talent su Canale5.

    In un simile contesto l’intermezzo cinematografico ci sta come il cacio sui maccheroni, tanto per titillare la corda dell’emozione visiva, oltre a quella uditiva. Ma è inutile cercare gli attuali divi (che divi non sono, perché non sanno neppure cosa sia il divismo, semmai qualche piccolo capriccio, qualche sussulto di presunzione), quando si va sul sicuro con quelli di ieri o l’altroieri. Vai, allora, con Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Silvana Pampanini, Sandra Milo. È uno show televisivo o l’incubo degli eterni ritorni? Abbigliata con i panni smessi di Moira Orfei, la Lollo di cinema neanche a parlarne ormai, ci racconta però quanto sia difficile l’arte scultorea (tacendo i problemi con il presunto sposo, Javier Rigau).

    Ninì Pampan ce l’ha con gli organizzatori della Festa del cinema di Roma, ché non l’hanno mai invitata sul red carpet. Milo non si è ancora ripresa dalla dipartita dell’amore più grande, non Bettino Craxi, Federico Fellini.

    Giulietta Masina, dice, era troppo intelligente per non sapere. Sapeva e taceva. Nessuno può smentire Sandrocchia, in ogni caso: tutti morti. Ciascuna ha il suo portato di polemiche, rivendicazioni, segreti risaputi… Poiché nulla passa davvero in questo cortocircuito temporale sotto forma di varietà musicale e con un presente così avvilente meglio rifugiarsi nel bozzolo dei ricordi.

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