Sformat di Mariano Sabatini – Bruno Vespa, consumato dalla bramosia comunicativa, arraffa pure Twitter

Dopo molti vip e colleghi anche Bruno Vespa scopre Twitter

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    Bruno Vespa su Twitter per Porta a Porta

    Bruno Vespa, da quasi un ventennio dominus delle seconde serate di Raiuno, scopre Twitter. Lo fa con grande ritardo, tanto che ha dovuto ripiegare su un nome utente da visita militare: come ti chiami, recluta? Vespa Bruno, che nel social network dei cinguettii diventa @VespaBruno. La notizia può anche lasciare indifferenti chi non si occupi quotidianamente di televisione, ma il rapporto dei televip con la Rete è sempre fonte di riflessione per i fantomatici addetti ai lavori. Sono in tanti ormai, anche insospettabili o irriducibili misoneisti, ad avvicinarsi alla comunicazione in 140 caratteri. Negli ultimi tempi, Fabio Fazio ed ora l’anchorman di Porta a porta, che ieri è stato costretto a smentire la notizia della sua morte data su Wikipedia.

    Curioso che, pur dovendo sentirsi appagato dalla sterminata popolarità ottenuta in anni di occupazione del piccolo schermo (prima al Tg1 poi nel talk di approfondimento), il giornalista abruzzese abbia sentito la necessità di marcare anche il territorio del web. Si vede che è consumato da una bramosia comunicativa – tra tv, radio, giornali, libri – senza eguali. Manco Maurizio Costanzo dei tempi d’oro è arrivato a tanto; pronti a smentirci se l’uomo talk show dovesse decidere improvvisamente di mettersi a cinguettare.

    I primi a stupirsi sono i follower. Ma sarà davvero Vespa? Tanto che il profilo ufficiale di Porta a porta si affretta a confermare l’effettiva titolarità internettiana del conduttore. Puntuali arrivano le proteste. Uno gli rimprovera di non aver accentato un perciò: “hai ragione, ma non so fare la o accentata. Con un apostrofo arrivavo a 141caratteri. Abbiate pazienza, sono un principiante…”. Tanta imperizia fa quasi tenerezza. Un altro gli consiglia di aggiungere dei following “Se no diranno che vuole solo dire e non ascoltare”. Eh, sospetto legittimo. Per tutti i televip, non solo Vespa, che si giustifica, “con la campagna elettorale, non ho tempo di soffiarmi il naso”. Allora perché aprirsi a Twitter? Che domande! Per esserci, come altri colleghi della tv, per aver l’opportunità di replicare a qualche offesa e ingaggiare battibecchi, puntualmente ripresi dai giornali. Alla fine anche su Twitter, cortile virtuale del terzo millennio, vince chi alza di più la voce o la spara più grossa. Ricorda tanto certi salotti tv.