Sformat di Mariano Sabatini – Boom di ascolti per Santoro su La7, speriamo che non lasci la conduzione

Sformat di Mariano Sabatini – Boom di ascolti per Santoro su La7, speriamo che non lasci la conduzione

Successo per la prima puntata di Servizio Pubblico con Michele Santoro che ha annunciato che sarà il suo ultimo anno

    Michele Santoro Servizio Pubblico La7

    Va bene che tira aria di rottamazione, non tutti i veterani della politica come pure del giornalismo televisivo dimostrano allo stesso modo, però, il carico di anni che portano indosso. Tanto per dire, sarebbe una perdita enorme per l’approfondimento giornalistico se davvero Michele Santoro – da ieri sera con Serviziopubblico su La7, in prima serata – lasciasse la conduzione televisiva tra un anno, come ha annunciato. Basti pensare agli ascolti della “prima”, quasi tre milioni di telespettatori di media e il 13% di share e punte del 20, con costi immagino ben al di sotto delle serate evento con Fazio e Saviano. Dopo la fortunatissima parentesi sperimentale sulla multipiattaforma (web + tv locali + Sky), dove solo un anchorman del suo calibro e carisma poteva raggranellare gli ascolti raggiunti, il sessantenne giornalista salernitano è tornato dove dovrebbe rimanere, se non in Rai almeno su un grande network nazionale. A fare pubblico servizio prima che Serviziopubblico.

    Stessa scenografia, solo più raccolta rispetto a quella dispersiva della scorsa stagione, con un modello di giornalismo ispirato, di nuovo virato sul talk show in cui Santoro è maestro. Mentre lo scorso anno proponeva una trasmissione più riflessiva, magari con un solo ospite al centro della vasta arena; stavolta c’erano il “rottamatore” Renzi (più efficace di Hannibal Lecter, ha messo fuori gara Veltroni e D’Alema), il presidente della Camera alle prese con il bicamere monegasco Fini e l’imprenditore Diego Della Valle. Sulla torre degli indignati, la sindaco di Alessandria.

    Marco Travaglio ha proposto il suo editoriale, Bertazzoni ha inseguito chi doveva, Giulia Innocenzi ha incalzato il ministro Giarda, sempre più forrestgumpiano.

    La Tv di Santoro cambia titolo o emittente ma ripete se stessa nella consapevolezza che a far la differenza c’è il conduttore, le cui innovazioni – da Samarcanda in qua – si ritrovano in ogni contenitore politico in onda.

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