Sformat di Mariano Sabatini – Bookshow non piacerà né ai lettori né ai non lettori

Sformat di Mariano Sabatini – Bookshow non piacerà né ai lettori né ai non lettori

Bookshow, il programma di Sky Arte HD per rilanciare la divulgazione libraria, è facile che non piaccia ai lettori, ma neanche agli spettatori

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    Carolina Crescentini

    Se negli ultimi tempi si moltiplicano gli sforzi produttivi attorno alla divulgazione libraria vuol dire che esiste un segmento di pubblico che lo richiede. Voglio credere, o meglio: voglio sperare, che sia così. Al di là della mera costatazione empirica, conoscendo l’attitudine merceologica dei compilatori dei palinsesti c’è da escludere che possano avere intenti squisitamente pedagogici o estetici. Abbiamo parlato di un’intera rete culturale, La Effe, con un ampio palinsesto permeato di contenuti nelle diverse formulazioni di genere; Sky Arte Hd risponde con Bookshow, una produzione della raffinata casa editrice Minimum Fax.

    Per diventare poeta ci vuole molto tempo, per diventare lettori basta un attimo”, sosteneva Pier Paolo Pasolini, come ci ricorda la voice over del programma, che sembra imitare un po’ quella famigerata di Lucignolo (il contenitore di gossip di Italiauno). In ogni appuntamento è previsto un personaggio famoso che legge brani dal suo libro d’elezione: si parte con Carolina Crescentini, irretita da Open di Andre Agassi. Il risultato è un grande spot all’attrice che, apprendiamo, è anche una che bazzica le librerie e sa parlare in toni ispirati della Separazione del maschio di Francesco Piccolo. Un po’ videoclip oleografico, con la gnocca intellettuale spalmata a leggere a villa Pamphili o sul greto del Tevere; un po’ road show, con Paolo Calabresi che interroga i passanti sulle vicissitudini dei Promessi sposi, nel giochino “Se non lo sai, te lo regalo”. In bilico tra induzione un po’ ingenua, perché fin troppo scoperta, alla lettura e tentativo di desacralizzazione dell’oggetto libro.

    Un programma del genere può rivelarsi sorprendentemente democratico nello scontentare, in pari misura, lettori e non lettori.

    Per diventare lettori basta un attimo, ma Pasolini dimenticava di aggiungere “bisogna volerlo”. Dubito che Bookshow possa conquistare nuovi adoratori della parola scritta, soprattutto perché gli autori – Daniele di Gennaro, Marica Stocchi, Mattia Cianflone e Donato Dellavalle – si sono fatti passare sulla testa le precedenti esperienze di A tutto volume di Alessandra Casella (tra l’altro anima di Booksweb Tv) e poi di Daria Bignardi e di Pickwick di Alessandro Baricco.

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