Sformat di Mariano Sabatini – BiGnomi con la connivenza dei personaggi famosi riduce lo studio a spot pubblicitario

La tv pedagogica di BiGnomi, in onda tutti i giorni alle 20

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    Bignomi Rai

    Esisteranno ancora i Bignami? Intere generazioni di studenti, tendenti alla fannullonismo, candidati al bamboccionismo, su quei gloriosi libretti contenenti agili compendi di letteratura, storia, arte, hanno fondato le loro speranze di sfangarla alle interrogazione e agli esami, compresi quelli famigerati di maturità. Chi durante l’anno scolastico si era distratto, facendosi prendere da amori, sport, passioni lontane dagli studi, poteva contare sulle scorciatoie stampate che prendono il nome del professore omonimo. Ernesto Bignami ebbe, nel 1931, l’idea fortunata di realizzare tascabili sullo scibile umano. Delizia degli studenti e croce degli insegnanti, desiderosi di dare ai propri alunni una preparazione meno lacunosa. Esistono ancora i Bignami? Solo i ragazzi possono dircelo.

    Di certo, esiste BiGnomi: “il primo video-compendio dei principali argomenti di storia e di letteratura italiana sintetizzati in modo semplice e chiaro per ripassare in pochi minuti in compagnia di personaggi famosi”. In onda ogni giorno, alle 20.35 circa, su Rai5, prodotto in collaborazione con RaiNet. Tanto per tacitare le malelingue, che rimpiangono la tv pedagogica…

    Non è mai troppo tardi – il maestro Manzi ne abbia pietà – per stabilire una connivenza con i “ciucci”, con poca voglia di approfondire sui libri. A questi basterà sintonizzarsi all’ora giusta per farsi una cultura, o meglio: una culturina, basata sull’aiutino che attori, conduttori, veline avranno la bontà di elargire loro. Rocco Papaleo da Sanremo spiega la Gerusalemme liberata (“Un poema in ottave di argomento cavalleresco” e questo, o poco altro, vi basti), l’ex pilota Alex Zanardi si profonde sul Rinascimento, che va “dal 1492, ricordatelo, agli ultimi decenni del Cinquecento”; Riccardo Rossi esamina la “questione romana” (1870-1929), Francesco Apolloni la rivoluzione bolscevica, Angelo Pintus sunteggia a suo modo il Futurismo… e via così. Il pic indolor dell’apprendimento facilitato e sostenibile, ridotto a spot pubblicitari. Quanto al piacere di conoscere, è tutt’altro discorso.